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Ligue 1

Che cognome! Introduzione alla stella nascente della Ligue 1 Marcus Thuram

13:05 CEST 04/10/17
Marcus Thuram Guingamp 30092017
Figlio del leggendario nazionale francese Lilian, l'attaccante del Guingamp sta crescendo rapidamente e sembra proiettato verso un grande futuro.

Marcus Thuram ha molta strada davanti.

Il 20enne attaccante del Guingamp, che ha messo a segno il suo secondo goal stagionale sabato scorso contro il Tolosa dopo solo 56 secondi, è figlio dell'eroe della Coppa del Mondo del 1998 Lilian Thuram.

Essendoci pochi esempi leggendari di difensori come l'ex Monaco, Parma e Juventus, rappresenta sicuramente una sorpresa che il suo figlio più grande giochi dall'altra parte del campo. La capacità realizzativa non era certo una caratteristicha di Lilian, che è andato a segno 15 volte in 825 partite giocate.

Forse è stato il destino a far sì che Marcus mostrasse una sorta di spirito di ribellione, avendo preso il proprio nome dall'attivista dei diritti civili Marcus Garvey.

Fortunatamente per il giovane, che è nato in Italia, dove a quel tempo suo padre giocava con Buffon e Cannavaro, egli ha mostrato maggior attitudine per dribblarli e segnare piuttosto che per fermarli.

Sta giocando tra i professionisti da meno di due mesi, da quando ha fatto il salto dal Sochaux a Brittany in estate, ed ha già preso considerazione per le sue ottime caratteristiche.

Già da molto tempo Marcus era una promessa del calcio professionistico, avendo cominciato a fare parte dell'Accademia dello Stade Bonal all'età di soli 15 anni su consiglio di suo padre.

Sochaux è molto lontano da tutto, non c'è copertura mediatica, è come un involucro che ti protegge", ha detto Marcus all'Equipè. "E' stato mio padre che mi ha detto di scappare".

E' stato proprio nell'accademia del Sochaux, una delle più importanti in Francia, dove per la prima volta ha ricevuto dei riconoscimenti internazionali, facendo parte della nazionale francese Under 17, e da quel momento in poi ha giocato per tutte le nazionali giovanili fino all'Under 20.

E' stato anche il club nel quale Marcus ha fatto il suo debutto senior, entrando a partita in corso nel marzo del 2015 contro lo Chateauroux. Un paio di mesi dopo è stato uno dei marcatori nella finale della prestigiosa Coppa Gambardella, che è la competizione nella quale si sfidano le maggiori accademie giovanili di Francia.

Nelle due successive stagioni la sua carriera professionale è avanzata, trascorrendo in campo più minuti rispetto al passato.

L'ex difensore del PSG Antoine Kombouare, che adesso è uno dei responsabili del Guingamp, è stato l'artefice dei suoi progressi, utilizzandolo come centravanti mentre ai tempi del Sochaux giocava come ala esterna.

Thuram è stato incaricato di fornire il proprio apporto dal punto di vista fisico alla squadra ed è stato inserito cinque volte nell'undici iniziale quest'anno. Sta quasi per raggiungere i 500 minuti in campo, un bel risultato se pensiamo che l'anno scorso con il Sochaux ha raggiunto i 1000 minuti nell'arco di tutta la stagione.

Il suo primo goal stagionale è arrivato con n colpo di testa contro il Lione. Ha celebrato in un modo familiare, avvicinando la mano alla boca e facendo una faccia pensierosa per ricordare la famosa esultanza del padre nel 1998 dopo il secondo goal messo a segno nella semifinale di Coppa del Mondo contro la Croazia. L'unica occasione nella quale andò a segno per ben due volte nelle sue 142 apparizioni con la casacca transalpina.

Solamente poco dopo però è stato appurato che Marcus non stava rendendo omaggio a suo padre bensì al famoso rapper, fenomeno mediatico in Francia, OhMonDieuSialva.

No, no, papà era in ginocchio” ha spiegato Marcus in zon mista. “Volevo imitare qualcun'altro, ossia OhMonDieuSialva. E' un comico dei social media”.

Marcus di certo non ha cercato di sfruttare la parentela con suo padre per fare avanzare la sua carriera. C'è da dire infatti come abbia dovuto affrontare alcuni ostacoli nel suo percorso.

Quando Lilian giocava nel Barcellona, Marcus spiego che uno degli amici di suo padre era troppo piccolo per potergli dare un paio di scarpe. Quell'amico era Lionel Messi.

Ero spensierato all'epoca, avevo solo 10 anni e probabilmente lui ne aveva 20", ha detto Marcus all'AFP. "Le sue scarpe erano troppo piccole per me, così le diedi ad un amico. Ma dovevo averle".

Essere Thuram Junior ha avuto anche i suoi inconvenienti, ma Marcus lì ha trasformati in una sua forza.

"Se vado in uno stadio dove non piaccio agli spettatori, questo mi spinge a dare di più", ha detto all'Equipè. "Quando i tifosi mi insultano, io mi carico. Dato il mio cognome è normale per me essere un bersaglio. Lo porto con orgoglio e non sento alcuna pressione per questo".

Il suo contributo non è passato inosservato, soprattutto a coloro che gli sono più vicini. Il suo compagno di squadra Jimmy Briand ha detto: "Questo è solo l'inizio per lui perchè è un ragazzo dalle grandi potenzialità".

Thuram è consapevole del fatto che deve migliorare nel suo nuovo ruolo, ma comunque: "Quando sei un centravanti, devi giocare principalmente coi tuoi gomiti e combattere al centro dell'area di rigore", ha detto a So Foot. "E' un aspetto del mio gioco nel quale sto tentando di fare progressi".

"Ci sono tanti dettagli che devo ancora perfezionare per raggiungere un alto livello di prestazioni, e sono fortunato perchè se dovessi finire di migliorare alla mia età dovrei cominciarmi a fare qualche domanda riguardo il mio futuro".

Marcus ha quindi davanti un lungo percorso per arrivare al top, ma di sicuro sta avendo l'aiuto perfetto per essere portato a raggiungere le orme di suo padre.