Promessa oggi, strumento di diplomazia domani: la storia di Han Kwang-Song

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Cagliari Calcio
Con 4 goal nelle prime due giornate di Serie B, il nome di Han Kwang-Song è sulla bocca di tutti. Scopriamo la sua storia e come è arrivato in Italia.

Di questi tempi, la Corea del Nord è sulla bocca di tutti per motivi tutt’altro che piacevoli e comunque non legati al calcio, visto che i continui esperimenti nucleari voluti dal leader Kim Jong-Un stanno creando notevoli tensioni nella politica internazionale.

Tuttavia, esattamente come avvenne all’inizio degli anni’70, quando il pingpong fu fondamentale nell’aiutare Cina e Stati Uniti a ristabilire serene relazioni diplomatiche, lo sport può giocare un ruolo superiore al semplice aspetto agonistico. Più che isolata, ermeticamente sigillata, la Corea del Nord non ha mai permesso l’espatrio ai suoi cittadini. Qualche eccezione si è potuta verificare grazie allo sport e in particolare al calcio, come quella che ha consentito a Han Kwang-Song di sbarcare in Italia e avere, in pochi mesi, un impatto sensazionale.

Tra pochi giorni (l’11 settembre) compirà 19 anni, ma il legame tra Han e l’Italia è nato tre anni fa, quando una delegazione di politici e imprenditori nostrani, guidata da Matteo Salvini e dal senatore Antonio Razzi, si recò in visita ufficiale in Corea del Nord. Una visita che generò molte polemiche in Italia, ma che tra le sue pieghe ebbe anche un risvolto calcistico. “Nella delegazione c’erano anche degli osservatori che hanno opzionato alcuni giovani calciatori per le squadre italiane... Entella e Udinese, se non ricordo male” si fece sfuggire Antonio Razzi al Corriere della Sera. Successivamente, il pittoresco senatore abruzzese reclamerà a più riprese il suo ruolo fondamentale nella mediazione per la buona riuscita della trattativa.

Effettivamente da lì furono poste le basi per l’accordo, l’anno successivo, tra la Federazione nordcoreana e la IMG Academy, una scuola calcio di Perugia dalla vocazione cosmopolita, come è naturale per la città italiana che ospita la più famosa Università per stranieri del nostro Paese. Gestita da Alessandro Dominici, che fece parte di quella famosa delegazione, ospita una decina di ragazzi nordcoreani, tra i quali Choe Song-Hyok e Han Kwang-Song, entrambi classe 1998, sembrano quelli in possesso delle maggiori qualità.


Tutto iniziò nel 2014, con una delegazione italiana capeggiata dal senatore Antonio Razzi in visita in Corea del Nord. Lì sono state poste le basi per la collaborazione tra la Federcalcio nordcoreana e l'accademia IMG di Perugia


Entrambi tuttora giocano nel Perugia, entrambi sono tornati in Umbria attraverso un percorso tortuoso. Più frustrante per l’esterno d’attacco Choe Song-Hyok, che lo scorso anno ha giocato nella Primavera della Fiorentina ed è finito al centro di un’interrogazione parlamentare dei deputati Pd Lia Quartapelle e Michele Nicoletti.

Come citato da “Ytali”, l’attenzione dei due deputati si è soffermata sul fatto che Choe, così come i suoi connazionali dell’IMG, fossero sorvegliati a vista (e dunque privati delle più basilari libertà individuali) e ricevessero uno stipendio di circa 1200 € lordi al mese, drasticamente decurtato da una quota destinata direttamente al governo nordcoreano, in violazione del blocco economico nei confronti della Corea del Nord.

La Fiorentina, sentendo aria di guai, ha subito lasciato perdere l’idea di mettere sotto contratto il ragazzo, nonostante 4 mesi estremamente interessanti nel campionato Primavera, rispendendolo così al Perugia, dove ha firmato un triennale. Meglio è andata a Han Kwang-Son, che grazie ai buoni rapporti tra Giulini, Capozucca e la IMG è finito sotto contratto con il Cagliari.

Tutto è successo molto rapidamente: aggregato alla squadra a fine febbraio, immediatamente arruolato (“Mi è bastato un solo allenamento per capirlo”, dichiarò Rastelli) e mandato al Torneo di Viareggio, nel giro di un mese e mezzo Han si è trovato a esordire in Serie A, e a segnare una settimana dopo il suo primo goal nella massima serie. Il tutto in un ambiente che dall’inizio lo ha accolto, protetto e coccolato, dalla cittadinanza onoraria ricevuta dal comune di Assemini (dove si trova il centro tecnico del Cagliari) al paio di jens ricevuto in dono come premio per il suo primo goal in Serie A.

Dopo aver sommato così la lusinghiera statistica di un goal in 53’ in Serie A, il prestito a Perugia è davvero iniziato in maniera sensazionale. Dopo 79’ senza goal in Coppa Italia contro il Benevento, ecco la tripletta all’Entella nella prima di campionato, ripetuta una settimana dopo con il timbro, da vero opportunista, nel 4-2 al Pescara di Zeman. Considerando solo il campionato, al momento ha totalizzato 5 goal in 212’, vale a dire un goal ogni 42’. Come inizio non sembra affatto male.

Ragazzo posato e tranquillo, Han ha già una buonissima padronanza dell’italiano, che viene volutamente tenuta sopita per limitare al minimo indispensabile la sua esposizione mediatica, a maggior ragione ora che il suo Paese è legato a questioni alquanto spinose. Nel frattempo, il suo talento non sta passando inosservato tra le grandi d’Italia e d’Europa. Insomma, Han da semplice promessa studia per diventare un campione, e probabilmente anche uno strumento di diplomazia internazionale.

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