Pirlo sotto processo: scelte discutibili e cambi tardivi contro il Milan

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Andrea Pirlo non molla. Nonostante la pesantissima sconfitta casalinga subita contro il Milan, che di fatto rischia di escludere definitivamente la Juventus dalla prossima Champions League, il tecnico tira dritto per la sua strada. Niente dimissioni, nessun passo indietro.

Pur assumendosi generosamente tutte le responsabilità del tracollo, Pirlo vuole giocarsela ancora. Sempre che in società qualcuno non decida di staccare la spina con qualche settimana di anticipo. Dubbi sul fatto che la sua avventura sulla panchina bianconera sia ai titoli di coda, infatti, non ce ne sono.

"Non sto pensando di mettermi da parte, ho intrapreso il lavoro con tanto entusiasmo. Sapevo di avere delle difficoltà davanti. Penso di poter fare meglio, di poter uscire dalle difficoltà insieme alla squadra. Finché mi sarà consentito farò il mio lavoro".

La notte da incubo vissuta dai bianconeri contro il Milan però lascia in eredità pesanti perplessità sulla gestione della rosa da parte di Pirlo, che ad esempio ha escluso un po' a sorpresa il fedelissimo Danilo dall'undici titolare. Per non parlare di Arthur, l'uomo che avrebbe dovuto alzare il tasso di qualità del centrocampo rimasto invece in panchina 90 minuti a guardare i compagni.

Cristiano Ronaldo Juventus Milan Serie A

Poi c'è l'ennesimo 'caso Dybala'. Pirlo gli ha preferito ancora una volta Morata inserendolo solo al minuto 79, ovvero quando la partita era ormai definitivamente sfuggita di mano. Un cambio decisamente tardivo considerato che, nel quarto d'ora finale, la Joya ha tirato più di quanto fatto da Cristiano Ronaldo nell'arco di tutta la gara.

"Lo stavo mettendo sul punteggio di 0-1, poi abbiamo subito subito il secondo. Stavo cambiando cercando di mettere Dybala poi abbiamo preso il secondo goal che ha complicato la partita".

Neppure avere la rosa finalmente al completo ha aiutato Pirlo. Anzi. Sui cinque cambi a disposizione il tecnico contro il Milan ne ha utilizzati solo due. Il tutto mentre la barca affondava sotto i colpi rossoneri.

Infine il capitolo Ronaldo appunto, col portoghese che ormai da settimane sembra quasi un corpo estraneo al resto della squadra. Domenica sera CR7 è stato ancora una volta il peggiore in campo eppure Pirlo anche stavolta ha preferito tenerlo dentro fino al fischio finale. Forse sperando nel colpo del campione, che però non è arrivato.

La sensazione, insomma, è che il tecnico sia entrato in un vortice da cui sembra difficile uscire in pochi giorni. Ovvero quelli che separano la Juventus dalle sfide contro Sassuolo, Inter e Atalanta in Coppa Italua. Due settimane che rischiano di certificare definitivamente il naufragio di un progetto mai realmente nato.