La rivelazione di Petagna: "Nel 2015 ho pensato di smettere, ringrazio Galliani"

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Andrea Petagna, intervistato da 'Tuttosport', dimostra di non temere l'Inter: "Decisiva solo se vinciamo, nel 2015 ho pensato di smettere".

Stagione da incorniciare quella vissuta dall'Atalanta e da Andrea Petagna che, in una lunga intervista esclusiva concessa a 'Tuttosport', dimostra di essere pronto per il big match in programma domenica sul campo dell'Inter.

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"Decisiva solo se vinceremo, non se dovessimo perdere o pareggiare. Se abbiamo un punto in più dopo 27 partite, qualcosa significa. Siamo sereni, senza pressioni. L’Europa è diventata un obiettivo in corsa, la possiamo raggiungere. Siamo forti, abbiamo battuto squadre forti. Penso al Napoli", ricorda Petagna.

Che poi spiega il segreto di questa Atalanta: "La società è importante, Gasperini un grande, Zingonia una struttura da big, ci sono giocatori bravi. Penso a Caldara, Spinazzola, Kessie. Se Gagliardini va via è pronto Freuler. Metti insieme tutto, arrivano i risultati".

Anche per Petagna: "Finché lotto per la squadra e vinciamo, sono contento. Comunque sono 5 gaol e 6 assist, sono spesso entrato in azioni da rete. Ed è il mio primo anno di A. Devo migliorare, attaccare di più il primo palo. E, forse, giocare un po’ più per me stesso".

E dire che nel 2015 il bomber dell'Atalanta ha rischiato seriamente di smettere: "Il Milan non mi porta in ritiro, arrivavo da due anni in cui avevo fatto male: ho pensato di mollare. Galliani è stato per me fondamentale, mi seguiva da vicino quando sono arrivato piccolino e stavo in convitto. Il Milan era il mio sogno e soffrivo perché non giocavo".

Infine Petagna ringrazia Gasperini col quale è tornato quello della Primavera rossonera: "Per noi giovani è un papà. Insegna tantissimo, sotto il profilo mentale e tecnico. Ti fa tirare fuori quello che hai. Bravo a darti fiducia ma devi sempre stare sul pezzo. Se ne accorge subito se molli e si arrabbia". 

 

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