Perin e le voci sull'Inter: "Se ne parla ogni anno.... tifavo per il Fenomeno"

Commenti()
Getty
Perin commenta le voci su un trasferimento all'Inter: "Se ne parla ogni anno... ". Poi ammette: "Se non avessi fatto il calciatore meno donne".

Negli ultimi anni la sfortuna sembra essersi accanita su di lui ma Mattia Perin, 25 anni a novembre, resta uno dei migliori portieri italiani attualmente in cicolazione tanto da essere sempre al centro del calciomercato.

Il numero uno del Genoa, attualmente ai box per infortunio, in una lunga intervista concessa a 'La Gazzetta dello Sport' ammette: "Dell'Inter si parla ogni anno e ormai sono un veterano. Devo tutto al Genoa, è la mia seconda famiglia. Da professionisti non si sa quello che ci dirà il futuro. Quando ero bambino, oltre al Latina, tifavo Ronaldo il Fenomeno".

Quindi Perin sottolinea la follia dei portieri: "Facciamo una cosa che va contro l’istinto umano, buttarsi a terra. Ogni giorno lo facciamo circa duecento volte in allenamento. E poi prendiamo pallonate, calci in faccia e non abbiamo paura. Siamo i più coraggiosi, e con un’agilità mentale superiore alla media".

Nonostante l'improvvisa esplosione che gli ha tolto spazio anche in azzurro Perin esclude qualsiasi gelosia nei confronti di Donnarumma: "E' un fenomeno. E' normale che dopo un anno e mezzo in cui avrò giocato venti partite si parli meno di me. Questo è il calcio. Quando tornerò non sarò quello di prima. Non so se più forte o meno forte, ma sarò un’altra persona. Ho il fuoco dentro".

Quindi il portiere del Genoa parla della sua vita personale: "Ho capito le persone che stanno con Mattia e non con Perin. La mia famiglia non è stata ricca, anzi. So cosa si prova a possedere quasi nulla. Se un giorno dovessi perdere tutto non avrei paura, perché so di essere stato tanto felice lo stesso anche senza soldi. Le mie debolezze sono vini ed orologi di marca.

Una volta mangiavo guardando il cellulare e alla fine non sapevo nemmeno cosa avevo nel piatto. Io senza cellulare sto male, ma so che l’uso eccessivo è sbagliato, così come l’ostentare la ricchezza. Perché far vedere su Instagram che hai la Ferrari o l’orologio da cinquantamila euro?".

Perin ammette gli errori commessi nel passato, dalla guida in stato di ebbrezza alla lite social con i tifosi del Frosinone: "Non sono un santo, ho fatto tante cavolate, però poi si deve crescere. Anche in questo il telefonino non aiuta. Un calciatore che appena pensa una cosa la mette su internet può scatenare un patatrac. Ero deluso da me stesso perché avevo mancato di rispetto a me e alla storia italiana. Anche i miei genitori si arrabbiarono".

Infine Perin si sofferma anche sul suo rapporto con le donne: "Tante ragazze vanno col calciatore, non con l’uomo. Se avessi fatto il bancario non avrei avuto tanti rapporti. E’ la fama che ti rende attraente, certe volte ci facciamo intortare e poi la paghiamo".

Chiudi