Pastore out, Roma con il vecchio 4-3-3: zero esperimenti, zero fuori ruolo

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Di Francesco non ha ancora trovato una posizione a Pastore, che fatica da mezzala. Contro il Chievo vecchio modulo, vecchi uomini: ricetta vincente.

Prendete una difesa a quattro rodata. Aggiungete un centrocampo a tre fatto sopratutto di quantità, a sovrastare il velo di qualità comunque non indifferente. E come ciliegina, posizionate in cima tre attaccanti, una punta e due esterni. Già fatto? Sì, nel primo turno di campionato, e unica vittoria della Roma 2018/2019.

Zero esperimenti, zero fuori ruolo, zero idee su dove posizionare il grande acquisto del centrocampo (Nainggolan chi? Si diceva. Appunto, si diceva). Contro il Chievo sarà una Roma di sicurezze, una famiglia. Che ha sì accolto benissimo i nuovi arrivati, ma non ha ancora chiaro quale ruolo debbano avere nella propria casa. Per evitare che diventi abbandonata a sè stessa.

Dopo un Erasmus di sette anni a Parigi, il ragazzo argentino è diventato grande. Ha ottenuto grandi riconoscimenti, ma dopo aver guadagnato il viaggio francese grazie alle sue abilità, non sembra poter metterle in mostra tornato nella sua vecchia nazione. Si è spostato a nord, ha superato lo stretto per sposare la Lupa, la Roma, la Capitale. Javier Pastore .

Pastore, di anni ventinove (e tre mesi) è stato acquistato per giocare come mezzala. Da interno di centrocampo nel 4-3-3 di Di Francesco , insomma. Nonostante le sue fortuna le abbia fatte da trequartista, sia a Palermo che a Parigi. Eppure nella sua nuova casa italiana si gioca senza tale ruolo, non c'è il 4-3-1-2, il 4-2-3-1, il qualsiasi modulo con un giocatore dietro una o due punte.

Roma PS

E' il grande dubbio della Roma di questo avvio di campionato, partita con una vittoria all'esordio, fino a calare ad un pareggio ottenuto con le unghie e con i denti nel secondo turno e ad una prima sconfitta di cui nessuno ha capito molto. 3-4-1-2 per lasciare Pastore sulla trequarti. Bocciato.

Se fosse un film, questo primo mese in maglia giallorossa si chiamarebbe L'Equivoco Pastore . Non farebbe proprio sfracelli al box office. Perchè tutti ricordavano l'argentino meraviglia di Palermo, colui che anche con Ibrahimovic, Cavani, Neymar, bla bla, riusciva a brillare. Siamo all'inizio, è vero. Guai a sentenziare.

Ma sta di fatto che nonostante un goal da urlo di tacco (ma quello puoi farlo anche se ti chiami Biava, capolavoro), il classe '89 ha girovagato qua e là senza capirci molto. E con lui Di Francesco, che in tre gare l'ha posizionato interno, ala sinistra e trequartista. In pratica, i ruoli che ha ricoperto di più durante la sua carriera.

La sensazione è solo una: Pastore ha bisogno di tempo per abituarsi alla Roma, al 4-3-3, al ruolo di mezzala. Non ci sono altre possibilità, considerando che il trequartista non è cosa buona e giusta nell'ultimo anno capitolino. Ma la società, Di Francesco e i tifosi avranno la pazienza di aspettare il giocatore in una piazza così esigente?

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E così Olsen tra i pali, Karsdorp e Kolarov sulle fasce di difesa, Fazio e Manolas al centro. In mezzo Pellegrini , De Rossi e Nzonzi . In attacco Dzeko prima punta, Under da una parte ed El Shaarawy dall'altra. Perotti pronto a subentrare sulla corsia esterna, così come Kluivert. E Schick? Per lui vale il discorso di Pastore elevato a mille: qual è la sua posizione? Probabilmente centravanti, ma con il boss bosniaco son dolori.

Pensiero Di Francesco. Pastore non c'è? Meno male, almeno possiamo contare sul mio modulo, i miei giocatori. Nì, quasi. Perchè contro il Chievo può andare (nonostante i clivensi siano cliente ostico per chiunque, altrimenti non sarebbero in Serie A da così tanto tempo), ma in futuro servirà anche la classe dell'argentino. Per la Champions, per il campionato, per dimenticare un Nainggolan che sì randella, ma sì disegna con bombe di colore e schizzi improvvisi.

E così, parte la nuova Roma. Il tempo degli esperimenti, sacrosanto in estate, è quasi finito. Senza Pastore, primo atto. Con Pastore, secondo atto. Appena tornerà, Di Francesco dovrà ricordarsi quanto detto a luglio, dopo l'annuncio del suo acquisto.

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Domanda da un milione di dollari (euro). Ma o così, o niente. Perchè con il trequartista la Roma viene snaturata, perchè sulle fasce ci sono interpreti abituati a mettere le ali alla Lupa (che strano animale sarebbe). Magari Pastore segnerà di meno, ma compenserà con assist, con distribuzione di pani e pesci.

Contro il Torino si è visto. La Roma con il 4-3-3, con tutti i ruoli naturali, sa far male. E guai a commentare con, si vabbè ha vinto solo con il minimo 1-0. Perchè A), legno, legno, legno. Record. Perchè B) tante conclusioni e risultato che poteva essere non largo, larghissimo. Contro il Chievo una vittoria convincente non escluderà Pastore dai prossimi impegni, ma di certo metterà pepe alla titolarità designata del centrocampista sudamericano.

"Viene fare la mezzala, ma la sua duttilità è importante anche per apportare varianti tattiche alla squadra". Pastore interno, e fin qui ok. Ma sembra proprio che rigirando la Roma a sua immagine, con il trequartista, il resto non giri. Sembra proprio che la Roma con lui esterno d'attacco, perda molto. Lì sono Kolarov-Perotti o Kolarov-El Shaarawy ad aver trovato l'intesa.

Poi, chi può dirlo, nel lungo periodo anche Kolarov-Pastore potrebbe regalare grandi cose. Perchè non si tratta di un esperimento scientifico, ma calcistico: modificato prima del punto critico d'allontamento dall'alta classifica, può far capire in tempo che quella strada è troppo disastrata per poterla utilizzare. Dopo, beh, non c'è un dopo.

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