Paradosso Andreazzoli: Panchina d'Argento... senza panchina

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Getty Images
Aurelio Andreazzoli premiato con la Panchina d'Argento per la passata stagione con l'Empoli, ma i toscani una settimana fa lo hanno esonerato.

La vita di un allenatore è semplicemente imprevedibile, altalenante. Oscilla nell’imprevedibilità dettata dal lavoro svolto con la propria squadra nell’arco della settimana chiamato a dare risultati concreti nel weekend. Per informazioni, chiedere ad Aurelio Andreazzoli.

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L’allenatore di Massa era il più anziano ai nastri di partenza della nuova stagione. La prima volta per lui dall'inizio in Serie A, che si è guadagnato sul campo con il suo Empoli. Una squadra divertente, con un gioco spumeggiante e con la coppia goal Caputo-Donnarumma da record. Certo, la differenza tra cadetteria e massimo campionato è importante, ma un gruppo come quello visto nella Serie B 2017/18 sembrava in grado di assorbirla. Per il classe ’53, così non è stato.

Una sola vittoria, nella prima giornata tra l’altro, contro il Cagliari. Dopo quel successo, però sono arrivati solamente altri 3 punti (con altrettanti pareggi) nelle successive 10. Troppo, troppo poco per una squadra che punta a salvarsi. Da lì, la decisione del patron empolese Corsi, nell’aria da tempo ma arrivata solo dopo la sconfitta per 5-1 in casa del Napoli: quella dell’esonero di Andreazzoli, sostituito da Iachini.

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Eppure, il lavoro fatto rimane ed è spesso e volentieri riconosciuto. Ed è per questo che, in occasione della premiazione per la panchina d’Oro - di fronte ai massimi esponenti del calcio nostrano – Aurelio Andreazzoli  ha ritirato il premio ‘panchina d’argento’, riservato al miglior allenatore di Serie B. Merito degli 85 punti ottenuti dal suo Empoli – 13 in più  della seconda in classifica - , frutto di 88 goal fatti e 49 subiti. Un rendimento che purtroppo la sua squadra non è riuscita a replicare nella stagione in corso.

Una carriera condotta sempre in sordina. Fin dagli inizi a Pietrasanta sul finire degli anni ’80, passando dalla Massese, dall’Aglianese, per poi arrivare alla Roma, a metà degli anni 2000. Qui ha fatto da vice di Spalletti, di Montella, di Garcia, fino ad avere lo scotto con un incarico ad interim, da traghettatore (prima sua vera esperienza in Serie A, dove tra l’altro ben figurò).

Empoli è stato il picco più alto della sua carriera e gli è valso un premio individuale, che sa anche di encomio ad una carriera forse poco altisonante ma dedicata in toto al calcio. Sport che tanto dà e tanto toglie. Chiedere ad Andreazzoli.

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