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Panama storico: dall'isolamento internazionale alla conquista del primo Mondiale

16:00 CEST 11/10/17
Anibal Godoy Panama 2017
Panama ha conquistato il suo primo Mondiale: ripercorriamo le tappe della storia di questa squadra, ricordata più per il famoso canale che per altro.

Può succedere a volte che un Paese possa divenire famoso per una sua particolare caratteristica, che lo rende unico rispetto ad altri: questo è esattamente il caso di Panama che, come tutti voi o quasi sanno, è conosciuta essenzialmente per il suo celebre canale, più che per le sue imprese calcistiche.

Eppure, da ora in poi, le cose cambieranno: la Nazionale guidata dal colombiano  Hernán Darío Gómez ha compiuto qualcosa di magico, che catapulta questo piccolo Paese con poco più di 3 milioni e mezzo di abitanti tra le grandi del pianeta che si giocheranno il Mondiale in programma in Russia nel 2018.

Un'impresa non da poco per 'Los Canaleros', per chi, nel corso degli anni, ne ha viste di tutti i colori passando da momenti di estrema difficoltà ad attimi di pura gioia come questi ultimi: una sorta di riscatto per una storia in generale avara di soddisfazione, in cui è accentuata una forte componente intrisa di politica che ha finito, in maniera inevitabile, per condizionare anche i risultati sportivi.


GLI INIZI E I PRIMI PASSI VERSO IL RICONOSCIMENTO


A differenza di altre nazioni che hanno conosciuto il calcio abbastanza presto, Panama si contraddistingue proprio per il ritardo mostrato nel fare conoscenza con questo sport, entrato quasi in punta di piedi: la prima partita in assoluto della Nazionale panamense risale al 2 febbraio 1938, una vittoria per 2-1 ai danni del Venezuela che contribuì a far nascere, nella gente, un pizzico di curiosità verso il calcio.

Nello stesso anno arrivò anche la sconfitta più pesante fatta finora registrare: un clamoroso 0-11 contro il Costa Rica nei Giochi centramericani e caraibici che però venne vendicato otto anni più tardi, nella stessa competizione, grazie ad un prestigioso 2-0 che interruppe l'emorragia di sconfitte contro i rivali costaricensi.

Nel 1963 Panama conobbe l'eliminazione alla prima fase del Campionato CONCACAF, ultima partecipazione ad un torneo continentale prima del ritorno, dopo 30 anni, nella Gold Cup che raccoglie le Nazionali del Nord e Centro America.


GLI ANNI BUI DELL'ISOLAMENTO INTERNAZIONALE 


Il periodo più difficile della storia di Panama nel calcio è ascrivibile con ogni certezza agli anni '80, quelli dello scontro con la FIFA che causò la sospensione oltre che l'isolamento internazionale della squadra, durato 4 anni.

Nonostante questa situazione complicata, il massimo organo calcistico mondiale cercò comunque di permettere a Panama di poter disputare le gare di qualificazione al Mondiali del 1982 e del 1986: in entrambe le occasioni, ovviamente, la qualificazione non arrivò mai, acutizzando ulteriormente le difficoltà di una giovane Federazione, da poco tempo alle prese con problemi forse più grandi di essa stessa.


IL RISCATTO DEGLI ANNI '90 E LA STELLA DELY VALDES


La fine dell'isolamento imposto dalla FIFA rappresentò, finalmente, il via libera per una squadra ormai allo sbando dal punto di vista tecnico: Panama finì col diventare una sorta di Nazionale 'materasso', quella contro cui ogni squadra vorrebbe giocare per intenderci.

Quest'oblio si concluse finalmente agli inizi degli anni '90, quelli che videro l'esplosione di  Julio César Dely Valdés : si tratta del giocatore panamense più conosciuto della storia, il primo e finora unico a sbarcare nel massimo campionato italiano, la Serie A.

Finito nella scuderia del potentissimo procuratore uruguaiano Paco Casal (colui che scoprì giocatori come Ruben Sosa, Enzo Francescoli ed Alvaro Recoba), nel 1993 venne acquistato dal Cagliari, dove divenne un idolo assoluto della tifoseria grazie alle sue prodezze: l'esordio sul campo dell'Atalanta lo vide addirittura siglare una doppietta.

Dotato di un colpo di testa formidabile, Dely Valdes trascinò i sardi fino alle semifinali della Coppa UEFA 1993, poi perse contro l'Inter che in finale avrebbe avuto la meglio sul Salisburgo: si tratta del punto più alto della storia del club rossoblù.

Nel 1995 venne acquistato dal PSG con cui riuscì a togliersi delle belle soddisfazioni vincendo una Supercoppa francese ed una Coppa delle Coppe. Finita la carriera da giocatore, divenne uno stimato allenatore: guidò per tre anni dal 2010 al 2013 anche la Nazionale del suo Paese, conducendola al secondo posto nella Gold Cup 2013, bissando la seconda piazza ottenuta nel 2005 nella stessa competizione, allora però nelle vesti di giocatore. In totale Dely Valdes ha realizzato 22 reti in 32 presenze totali con la maglia di Panama.


L'AVVENTO DI GOMEZ E LA CONQUISTA DEL PRIMO MONDIALE


Nel 2014 il ruolo di commissario tecnico venne assunto da  Hernán Darío Gómez , colombiano che ha guidato 'Los Cafeteros' in due occasioni, dal 1995 al 1998 e tra il 2010 ed il 2011: in dote ha portato una grande esperienza internazionale, utile per consentire a Panama di effettuare quel definitivo grande passo verso il calcio dei grandi.

Una crescita dimostrata anche dal terzo posto in Gold Cup nel 2015 e i quarti di finale raggiunti nel 2017. L'apice è naturalmente rappresentato dall'ultima storica conquista del Mondiale russo, arrivata dopo un cammino sofferto e, soprattutto, a discapito degli USA, clamorosamente eliminati.

La sconfitta per 4-0 al penultimo turno della quinta fase contro la Nazionale delle stelle e strisce sembrava aver compromesso il sogno panamense, poi incredibilmente concretizzatosi all'ultima giornata: 2-1 inflitto alla già qualificata Costa Rica grazie ad un goal fantasma che ha scatenato diverse polemiche.

Contemporaneamente è arrivata la sconfitta degli USA sul campo del fanalino di coda Trinidad e Tobago , già ampiamente eliminato, utile e decisivo per consegnare alla storia del calcio anche questo piccolo stato caraibico.

Una qualificazione arrivata nonostante una differenza reti negativa nell'ultima fase (9 goal fatti e 10 subìti); strano pure che il capocannoniere sia un difensore con 3 reti,  Román Torres , autore peraltro della marcatura decisiva arrivata all'88' contro la Costa Rica.


CHE 'SGARBO' AGLI USA 


Concludiamo questo nostro cammino con un accenno ad una delle vicende politiche che hanno caratterizzato notevolmente la storia di Panama e che, quasi per uno scherzo del destino, hanno finito per coinvolgere anche gli USA eliminati.

Panama divenne infatti una repubblica indipendente sotto la tutela degli Stati Uniti che, non senza feroci polemiche, nei primi anni del 1900 riuscirono ad ottenere l'autorizzazione per la costruzione e la gestione del famoso canale (sì, proprio lui) per un periodo di 100 anni.

All'epoca Panama faceva parte della Grande Colombia che in un primo momento concesse l'autorizzazione, salvo poi pentirsene nel 1903: fu allora che gli americani decisero di intervenire, minacciando l'uso delle armi qualora l'accordo non fosse andato in porto.

Panama divenne quindi una sorta di stato satellite degli USA, con cui intraprese proficui rapporti politici e commerciali utili, perché no, anche allo sviluppo del calcio nella piccola nazione centramericana. Curioso ora come proprio un successo della squadra panamense sia stato uno dei motivi della clamorosa esclusione degli Stati Uniti dal Mondiale, competizione a cui partecipavano ininterrottamente dal 1990.

E poco conta se la vittoria della squadra di Gomez contro la Costa Rica sia arrivato per forte merito di una rete fantasma, come già detto in precedenza: prendiamola piuttosto come una compensazione, un risarcimento che il dio del calcio ha voluto fare ad un popolo che durante la sua storia calcistica non ha potuto quasi mai togliersi delle soddisfazioni.