Palomino a Goal: "Atalanta, che entusiasmo! Allo stadio sembra di essere in Argentina..."

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Intervistato in esclusiva da Goal, il centrale argentino racconta il suo impatto con la A e l'aver già fronteggiato gli attacchi di Napoli e Juventus.

Nota per il lettore: l'intervista è stata realizzata prima della partita di Europa League Atalanta-Apollon

In vista dell'avventura europea, la scorsa estate l'Atalanta si è dotata di un parco giocatori più cosmopolita. Oltre ai vari Cornelius e Gossens, è sbarcato a Bergamo anche José Luis Palomino, difensore argentino prelevato dal campionato bulgaro e subito in grado di sorprendere un po’ tutti. Arrivato “sottovoce” dalla lontana Bulgaria, Gasperini lo ha subito buttato nella mischia e lui certo non si tira indietro in queste situazioni: “Non so dirti se mi aspettavo di giocare così tanto fin da subito – ci racconta – ma di certo lo speravo. Sono venuto qui per questo, per giocare tanto e migliorare in un campionato come quello italiano che per i difensori è un’università del calcio”.

Ecco, a proposito del campionato italiano, te l’aspettavi così? “Diciamo che me l’aspettavo tattico, ma forse non così tanto... Questo è un campionato molto bello, combattuto, dove c’è tanta tattica, ma anche molta tecnica. Quando sono arrivato ho fatto un po’ di fatica, perché mi son ritrovato in una difesa a tre, col mister che cercava di insegnarmi i movimenti, cose nuove a cui non ero abituato. Però ora va bene, dai…”.

Palomino Atalanta

A proposito del mister: cosa ti ha colpito di lui? “Il modo in cui trasmette il messaggio: è chiaro, diretto, sa sempre quello che vuole e ti dice sempre in maniera chiara cosa si aspetta da te. E’ sempre molto presente negli allenamenti, è un maestro di tattica, sto imparando tantissimo”.

Cosa hai pensato quando ti hanno detto che l’Atalanta era interessata a te? “Ero molto felice, perché venire in Italia è il sogno di tutti i calciatori sudamericani, in particolare per gli argentini. Sono venuto in Europa per giocare nei migliori campionati e la Serie A è uno di questi. Ero contento anche perché venivo in una squadra che aveva fatto molto bene nella scorsa stagione, un ambiente che secondo me era perfetto per me. E anche se sono appena arrivato, posso dire di non essermi sbagliato…”.

Cosa ti ha impressionato di Bergamo e dell’Atalanta? “L’affetto e la passione dei tifosi, sono spettacolari. Ti incitano sempre, seguono la squadra ovunque, c’è tanto entusiasmo e calore. Mi sembra di essere tornato in Argentina. Non so come sia da altre parti, ovviamente posso parlare solo della realtà che sto vivendo, ma i tifosi bergamaschi per me sono straordinari, riescono ad emozionarmi e darmi la carica ad ogni partita”.

Ma è vero che è stato Papu Gomez a segnalarti alla società? Un ottimo talent scout… “Non so, questo dovreste chiederlo a lui. So che ha visto molte partite di Champions dello scorso anno, magari mi ha visto giocare ed ha espresso un giudizio positivo. Di certo, però, l’Atalanta non mi ha comprato solo per quello... Comunque il Papu lo devo ringraziare sempre ogni giorno, perché mi ha aiutato e mi sta aiutando tantissimo, mi spiega tante cose ed è sempre presente quando ho bisogno”.

Il Papu Gomez è il fenomeno dell’Atalanta? “E’ eccezionale. Quando lui ha la palla, sai che ci sono almeno il 70% delle possibilità che si trasformi in un’azione pericolosa. E’ un giocatore di un’altra categoria, il nostro punto di riferimento”.

In difesa stai giocando con Caldara, uno che è destinato a diventare il titolare della Nazionale italiana: che impressione ti ha fatto? “Ottima, un bravo ragazzo, sempre molto concentrato, che ha ottime doti fisiche e poi, essendo cresciuto in Italia, è già molto preparato tatticamente. Ha un grande futuro davanti a sé”.

Palomino Atalanta

Hai avuto l’occasione di incontrare già Juventus e Napoli e quindi Mertens e Higuain: che idea ti sei fatto? “Sono due ottime squadre, ovviamente, molto forti e con giocatori di livello. Del Napoli non mi ha impressionato in modo particolare Mertens, ma piuttosto tutto il reparto offensivo: i tre attaccanti, come si muovono, come si passano la palla e come si smarcano per andarla a ricevere. E’ questo che fa differenza nel Napoli, non il singolo, ma tutto il “pacchetto”. Su Higuain che dire? Tutti parlano di crisi ma è solo un momento. Fa parte di quei giocatori che hanno sempre segnato tanti gol e alla fine ne farà tanti anche quest’anno. Sono momenti che nella stagione si attraversano, ma sono certo che si riprenderà alla grande”.

E tu, personalmente, che obiettivo ti eri posto venendo a Bergamo? “Volevo giocare più partite possibile, imparare tanto e lavorare per migliorarmi. Credo che facendo così mi toglierò tante soddisfazioni. Sono convinto che giocando con regolarità e in un campionato importante come quello italiano, non mi sia preclusa alcuna possibilità, nemmeno quella di arrivare in Nazionale. Per me sarebbe il coronamento di un sogno, per noi argentini la Nazionale è il top”.

Hai temuto l’eliminazione dal Mondiale? “Ho avuto paura sì, ho seguito con grande apprensione, ma meno male che c’è Messi... Abbiamo fatto un po’ di fatica, ma adesso che siamo qualificati il nostro CT potrà lavorare con maggiore serenità e le cose miglioreranno sicuramente. Sono sicuro che faremo un grande Mondiale”. E chissà che tra i convocati non ci sia anche un certo Palomino…

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