Osvaldo spiega l'addio al calcio: "Le regole non mi piacciono"

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L'ex attaccante di Roma e Juventus adesso fa il musicista a Barcellona: "La gente pensa che sia pazzo ma vivevo una vita che non era reale".

Pablo Osvaldo ha solo 32 anni ma la sua carriera da calciatore è ormai finita da tempo. Oggi infatti l'attaccante, che in carriera tra le altre ha vestito anche le maglie di Fiorentina, Roma e Juventus oltre a quella dell'Italia, fa il musicista a Barcellona dove suona in una band formata insieme ad alcuni amici conosciuti ai tempi dell'Espanyol.

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"Ho lasciato il calcio quando avevo 30 anni, è l'età in cui si dice che un calciatore sia al top. La gente pensa che io sia pazzo, non capisce, ma è la mia passione", ammette Osvaldo intervistato dal 'Sun'.

Quindi l'attaccante spiega cosa lo abbia spinto a dire basta col calcio: "Ci sono così tante regole nel calcio e a me non piacciono le regole, io amo essere libero. Devo tutto al calcio e sono orgoglioso della mia carriera ma devi vivere una vita che non è reale".

Chiaro il riferimento allo stretto controllo sulla vita privata dei calciatori che tra le altre cose non possono né bere, né fumare.

All'italo-argentino insomma il mondo del pallone non manca affatto: "Hai un prezzo, un valore. Se segni un goal sei Dio e se non lo fai sei uno scarto. 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Dani Stone (@daniosvaldobv) in data:

Non frega niente a nessuno se sei un bravo ragazzo o se hai dei sentimenti. E io sono una persona sensibile. Ero stanco, stavo impazzendo e ho deciso di vivere la vita del musicista. Ora sono leggere e rilassato, mi sento felice". 

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