Orgoglio De Laurentiis: "Il Napoli ha raggiunto il punto più alto"

Commenti()
Getty Images
A poche ore dalla sfida al Real Madrid, parla Aurelio De Laurentiis: "Sogno traguardi sempre nuovi. Siamo passati dal 550° posto del ranking al 16°".

Tensione e ansie spasmodica. Napoli e il Napoli attendono così la partita della storia contro il Real Madrid, 30 anni dopo l'ultimo confronto. E non fa eccezione il presidente Aurelio De Laurentiis, che nelle ore precedenti alla grande sfida del Bernabeu si abbandona a pensieri e parole in libertà.

"Qui si fa la Storia, senza retorica... - si legge sul 'Corriere dello Sport' - Se in trent’anni non li abbiamo mai incontrati, qualcosa vorrà pur dire. Se ci arriviamo adesso, dopo sette anni di seguito in Europa, dopo aver sfidato anche il Bayern Monaco, l’Arsenal, il Borussia Dortmund, il Chelsea e perdonate se non le cito tutte, vuol dire che abbiamo dato una continuità a noi stessi. E raggiunto, stavolta, il punto più alto: sfidiamo i più grandi".

VIDEO - Madrid invasa dai tifosi del Napoli

L'obiettivo del Napoli? Quello di arrivare a traguardi ancora più alti. Un sogno che De Laurentiis coltiva da tempo: "Lo faccio sempre, ad occhi aperti, ogni mattina, e immagino di conquistare traguardi sempre nuovi", dice ancora.

Napoli celebrating Napoli Torino Serie A

Dall'estate del 2004 all'inverno 2017: quant'è cambiato il Napoli. "Ferlaino, che è stato un grande presidente, mi pare abbia impiegato diciotto anni per vincere il primo scudetto; io ho ancora un po’ di tempo per eguagliarlo, però intanto ci godiamo questa nostra dimensione. Posso ritenermi pago di quello che è stato realizzato, ma non intendo certo fermarmi qua. Il desiderio è quello di migliorarsi sempre".

L'articolo prosegue qui sotto

Al 'Mattino', invece, De Laurentiis sottolinea: "Se da sette anni siamo in Europa e il nostro ranking è passato dal 550esimo posto al 16esimo vuol dire che siamo una realtà, e non un’illusione. Se guardo agli ultimi sette anni, vedo un crescendo continuo e mi convinco di due cose: che qualche scelta l’ho azzeccata e che, quanto meno secondo ciò che è logico prevedere, siamo destinati a salire ancora".

Di Maurizio Sarri, il patron dice: "Intuii subito che era un allenatore speciale. Anzitutto perché è innamorato perso del calcio, ma dico del calcio bello. Quello che ti porta con sfrontatezza a vincere, divertendo i tuoi fan. Poi è un grande studioso, insegue un’esattezza che direi scientifica. Non ho mai visto un tecnico così attento sul campo di allenamento e così meticoloso nel rapporto con i calciatori".

 

Chiudi