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Obafemi Martins, l'acrobata del goal: da promessa con l'Inter al campionato cinese

09:24 CEST 28/10/21
Obafemi Martins Inter 2004
Da giovane si è rivelato una grande promessa giocando in Serie A con l'Inter: Obafemi Martins rispetterà solo in parte il suo enorme potenziale.

I tifosi dell' Inter lo elessero a loro idolo, forse per quel suo carattere introverso, che lo portava a rispondere alle critiche sul campo di calcio più che davanti ai microfoni. Capace di correre i 100 metri piani sotto gli 11'' , dotato di grande elasticità e di un fisico forte e compatto (un metro e 70 centimetri per 70 chilogrammi),  Obafemi Martins, che i supporters nerazzurri ribattezzeranno 'Oba-Oba', è stato sicuramente uno dei grandi protagonisti dell'era Cuper e dell'era Mancini, nonché della nazionale nigeriana .

Ceduto nel 2006 al Newcastle, inizierà una seconda parte carriera da girovago del pallone, che lo vedrà rispettare solo parzialmente le grandi potenzialità, pur lasciando ovunque abbia giocato un bel ricordo di sé. Sempre in prima linea nella lotta al razzismo, nel 2005 è stato anche al centro di un presunto giallo sull'età, con protagonisti la Federcalcio nigeriana e il club nerazzurro. 

MARTINS IN ITALIA: DALLA REGGIANA ALL'INTER

Martins nasce a Lagos, in Nigeria, il 28 ottobre del 1984. I primi calci al pallone gli tira con l'Ebedei, società di Lagos guidata da Churchill Oliseh, fratello del più noto Sunday. Il suo nome significa 'Il re mi ama' nel dialetto Yoruba, che si parla nell'Africa occidentale. Nel 2000 è portato in Italia dalla Reggiana assieme al suo connazionale e amico Stephen Makinwa quando ha appena 16 anni.

Nonostante la giovanissima età, la formazione emiliana fa debuttare Martins anche in Serie C1. Colleziona appena 2 presenze, ma sono sufficienti per mettere in mostra le sue qualità. L'Inter infatti decide di puntare su di lui e nel 2001 il nigeriano arriva a Milano ed è aggregato alla squadra Primavera. Con la formazione guidata da Corrado Verdelli Martins dà spettacolo e trascina i suoi compagni alle vittorie del Torneo di Viareggio e del Campionato Primavera: è proprio un suo goal contro l'Atalanta a regalare ai nerazzurri il titolo giovanile.

Passato in Prima squadra nel 2002, i suoi esordi in Italia e in Europa destano grande impressione. Cuper lo getta nella mischia già a dicembre, quando ha da poco compiuto 18 anni e debutta in Champions League al Meazza contro il Barcellona (0-0). Subentra a gara in corso anche con il Newcastle, ma è nella seconda fase a gironi della Champions League che il giovane nigeriano diventa grande protagonista. All' esordio da titolare contro il Bayer Leverkusen,  il 19 marzo 2001, Martins va subito in goal, presentandosi a tu per tu con il portiere avversario e insaccando di precisione.

La sua gioia è irrefrenabile e nell'esultanza il giovane nigeriano inizia a volteggiare in area come un'acrobata del circo, eseguendo una serie di capriole : diventeranno il suo marchio di fabbrica e gli attireranno da subito le simpatie dei tifosi. In Europa fa il bis nel Derby della semifinale di ritorno di Champions contro il Milan. La sua rete pareggia quella di Shevchenko ma non basterà per l'approdo alla finalissima. In campionato, dopo aver debuttato in Serie A il 22 dicembre 2002  contro il Parma e trova la prima rete il 3 maggio 2003 contro l'Atalanta.

È l'inizio di una pagina di carriera ricca di soddisfazioni per il nigeriano di Lagos, che in 5 stagioni, di cui 4 in Prima squadra, totalizza 135 presenze e 49 goal in tutte le competizioni , vincendo il celebre Scudetto di Calciopoli nel 2005/06 con Mancini in panchina, una Supercoppa italiana e 2 Coppe Italia. Su tutti, oltre a quelli in Champions League il primo anno, resta scolpito nella mente dei tifosi interisti quello del 3-1 alla Juventus nel Derby d'Italia del 29 novembre 2003.

Nel 2006, con l'arrivo a Milano di Ibrahimovic e il ritorno di Crespo, Mancini lo mette però fra i cedibili. 

INGHILTERRA, BUNDESLIGA, RUSSIA E SPAGNA

Su Martins punta il Newcastle United , che cerca una punta di valore dopo aver ammainato la bandiera Alan Shearer. Catapultato in Premier League, Martins fa bene, segnando 35 reti in tre stagioni Oltremanica e confermandosi su livelli elevati, pur senza vincere alcun titolo. Tutti lo ricordano in Inghilterra per il gran goal segnato al Tottenham, con il pallone che viaggiava alla velocità di 135 km/h,  per il 'Guardian' il nono tiro più veloce di sempre nella storia del calcio.

Il Wolfsburg decide allora di portarlo in Bundesliga, sborsando la cifra considerevole di 10 milioni e mezzo di euro.  Martins firma un triennale con il suo nuovo club con un ingaggio da 3 milioni e mezzo a stagione. Le aspettative anche stavolta sono molto alte ma Martins vive un periodo personale difficile e per lui le cose non vanno come previsto. I primi infortuni muscolari seri e la tragica morte della madre nel 2008 mentre cercava di sfuggire ad un incendio minano la serenità del giocatore, e il rendimento in campo finisce per risentirse.

Con i Lupi Martins gioca 25 gare complessive segnando 7 goal. Già alla fine del primo anno, tuttavia, è ceduto ai russi del Rubin Kazn  freschi di titolo. Ma per Martins inizia una fase da girovago del pallone che lo porterà, con alterni risultati, a vestire le maglie di diverse squadre in tutto il Mondo. Fra le due esperienze in Russia poco fruttuose si pone quella positiva nuovamente in Inghilterra in prestito con il Birmingham, con cui vince la Coppa di Lega inglese nel 2010/11, secondo trofeo nella storia del club. Nella primavera del 2011, però, una frattura da stress alla gamba lo costringe a concludere anzitempo la stagione.

La parabola del giocatore nigeriano sembra in declino, ma la successiva esperienza in Spagna con il Levante, con 9 goal in 27 gare, gli ridà fiducia per ripartire. Segna al debutto con la Real Sociedad e con un suo goal regala alla squadra la vittoria nel Derby con il Valencia.

I goal, del resto, il nigeriano li ha sempre saputi fare. Anche con la maglia della Nigeria, da cui si ritira soltanto nel 2015 dopo 18 reti in 42 partite e la partecipazione ai Mondiali 2010. 

L'APPELLO CONTRO IL RAZZISMO

Vittima talvolta di 'Buu' o cori beceri, Obafemi Martins è sempre stato in prima linea contro il razzismo . Tant'è che nel 2005, quando militava nell'Inter, ha voluto esporsi in prima persona, scrivendo una lettera-appello su richiesta del 'Corriere della Sera':

" Siamo dei fratelli neri con fratelli bianchi. - scrive il nigeriano - Lo siamo nel mondo, lo siamo sempre stati, anche se abbiamo vissuto città diverse, ascoltato musiche differenti, ma abbiamo sognato con lo stesso pallone. Lo siamo nella vita, dobbiamo esserlo in campo".

" Il razzismo ci arriva addosso quando ce lo siamo dimenticato, - aggiunge - quando abbiamo smesso di avere paura e rabbia sul fatto che esista. Ci può succedere durante una partita, mentre camminiamo lungo una strada, può essere un gesto anche solo accennato, una parola sentita magari neanche troppo forte".

"Io vivo in una squadra che si chiama Internazionale, è antirazzista per la sua stessa storia, per il nome che porta. Ne vado molto fiero. Ai miei fratelli neri dico che auguro loro la mia stessa fortuna, ai miei fratelli bianchi dico che quando li ho al fianco mi sento uno di loro. A tutti dico di stare insieme e giocare per tutti, qualunque sia il colore della pelle, è un onore e un passo nel futuro, quello in cui ci saremo davvero dimenticati la parola razzismo. Siamo tutti uguali, siamo tutti figli dello stesso Dio ".

IL PASTICCIO ANAGRAFICO E LA SPARATOIA DI LAGOS

Sempre quando militava nell'Inter, Obafemi Martins è stato coinvolto nell' estate del 2005 in quello che appariva come un apparente nuovo caso di falsificazione anagrafica . L'attaccante si è ritrovato, infatti, suo malgrado, al centro di una clamorosa querelle sulla reale età. Schierati nella contesa la Federcalcio nigeriana, che sosteneva che Martins fosse nato il 1° maggio 1978 e l'Inter, che registrava il 28 ottobre 1984.

Per la Federazione nigeriana, insomma, l'attaccante aveva 27 anni e non 20.  Ad accorgersi della discrepanza un'internauta tifoso nerazzurro. Facchetti invia una lettera alla controparte, chiedendo la rettifica dei valori anagrafici erroneamente assegnati a 'Oba-Oba'. In breve tempo tutto si risolve con una rettifica, una lettera di scuse inviata alla società nerazzurra e la correzione dei refusi contenuti nel portale ufficiale.

Nell'archivio della Federcalcio nigeriana risultavano infatti ben tre calciatori nati il 1° gennaio del 1978, uno dei quali aveva debuttato in Nazionale nel 1980: ovviamente anche questo un chiaro refuso.

Ben più grave la vicenda in cui Martins si ritrovò coinvolto nel 2007. L'allora attaccante del Newcastle era tornato in patria per trascorrere un breve periodo di vacanza. Quest'ultima però ben presto si trasforma in un incubo quando alcuni malviventi si avvicinano alla Mercedes del calciatore e la prendono d' assalto a colpi di mitra, sfondandone i vetri.

Martins, che era alla guida della vettura, è riuscito miracolosamente a uscirne illeso e a scappare assieme ai suoi 'compagni di viaggio', anche senza gravi conseguenze dopo il terrificante episodio.

" Volevano uccidere sia me sia gli altri passeggeri, che si trovavano sulla mia macchina ", raccontò Martins, che all'epoca dei fatti aveva soltanto 22 anni.

Per fortuna né il calciatore, né gli amici che viaggiano con lui, riportano conseguenze.

LE ESPERIENZE IN MLS E IN CINA

L'avventura di Martins al Valencia, invece, si interrompe anticipatamente nel marzo 2013, quando il giocatore si paga la clausola rescissoria da 3 milioni di euro per approdare a 28 anni a titolo definitivo ai Seattle Sounders nell'MLS.

La scelta si rivelerà ben ponderata, visto che in America Martins di fatto rinasce, segnando tante reti e deliziando con le sue capriole i tifosi di Seattle. In tre anni fa registrare il bottino considerevole di 40 goal in 72 partite, playoff inclusi. L'anno d'oro è il 2014, in cui vince il premio per il Goal dell'anno  (per la rete messa a segno contro San José) ed è inserito nella Top 11 del campionato nordamericano.

Meno proficua, invece, l'ultima avventura, quella più recente in Cina con lo Shanghai Shenua, club in cui il nigeriano ha militato dal 2016 al 2020. Non è infatti considerato un titolare della squadra, che aveva pagato una cifra pari a 2,7 milioni di euro per averlo. Segna comunque 32 goal in 59 presenze complessive, e in Coppa di Cina, nel 2016 , la sua prima stagione in Oriente, con 6 goal in 5 presenze porta la squadra a vincere il trofeo. Negli ultimi anni è stato sempre impiegato di meno, finché non ha rescisso il suo contratto.

L'ultima avventura di 'Oba-Oba' è stata quella al Wuhan Zall in Cina nel 2020, dove era tornato dopo un periodo passato senza squadra: oggi è svincolato e nel frattempo ha creato una linea d’abbigliamento con il logo della sua silhouette mentre compie una capriola.