Nzonzi confessa: "Gli autografi mi stufano, non mi piace parlare con la gente"

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Getty Images
Nzonzi è un giocatore abituato a far parlare il campo e parlare poco, anche fuori. Il centrocampista della Roma si è confessato in un'intervista.

Steven Nzonzi è un giocatore che in campo parla poco, e a quanto raccontato dal diretto interessato nemmeno fuori. Il francese, arrivato alla Roma quest'estate da campione del mondo, ha confessato in un'intervista di non avere un grandissimo rapporto con i tifosi.

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L'ex tra le altre di Stoke City e Siviglia si è raccontato a 'SoFoot', spiegando come gli autografi e le chiacchiere con i tifosi non siano esattamente il suo passatempo preferito.

"Quando mi chiedono gli autografi ogni tanto mi stufa. Anche se dopo quello che è successo quest’estate non trovo strano che la gente mi riconosca e che provi a parlare con me. Comunque non mi piace, sono così e questo non cambierà. Non è nel mio stile mostrarmi. Sono davvero un pessimo perdente, non mi è mai piaciuto perdere, però a causa del mio linguaggio del corpo le persone credono che non mi importi”.

Arrivato a Roma dal Siviglia, Nzonzi ha raccontato anche un retroscena del suo trasferimento in Andalusia del luglio 2015. Una delle principali sfide che ha affrontato è stato il caldo, ecessivo per giocare a calcio.

"Faceva talmente caldo che all’inizio quasi avevo rifiutato il trasferimento. Per giocare a calcio preferivo decisamente la pioggia di Stoke, è più semplice”.

Nella pioggia dell'Inghilterra Nzonzi ha speso 6 anni tra i 'Potters' e il Blackburn, prima di cambiare aria. Anche in Premier ha vissuto difficoltà iniziali, come avvenuto in Serie A.

"Quando sono arrivato in Inghilterra alcuni hanno detto che non avrei mai giocato. Il primo anno andava tutto più veloce per me. In Inghilterra anche i ragazzi hanno un gran fisico e c'è molta intensità. Ma la loro mentalità è una cosa a parte. Combattono contro di te un giorno e la mattina seguente vengono lì e ti chiedono come stai".

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