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Serie A

No di Mr. Li: Commisso tratta in prima persona per il Milan

17:51 CEST 29/06/18
Rocco Commisso
Dopo giorni di trattative, il futuro rossonero è ancora ingarbugliato: no di Yonghong Li, Commisso tratta con gli emissari.

Dopo giorni di grandi incertezze e paure, sembrano finalmente diradarsi le nubi sul futuro del Milan. Secondo quanto riporta infatti 'Il Corriere della Sera', la trattativa fra l'imprenditore americano Rocco Commisso e il presidente Yonghong Li sta entrando nel vivo, ma la fumata bianca non è ancora vicina.

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L'uomo d'affari cinese pur non avendo fretta di mettere tutto nero su bianco sarebbe ora propenso a far versare a Commisso i 32 milioni di euro per rimborsare il Elliott, e solo qualora l'accordo dovesse saltare sarebbe pronto a metterli di tasca propria (ha detto nei giorni scorsi di averli già trovati).

Commisso gli concederebbe di mantenere il 30% delle azioni del club rossonero, e, pur non guadagnando nulla, Li si libererebbe dei debiti contratti con il fondo americano. L'imprenditore americano ha ricevuto un no all'ultima offerta formulata al collega cinese e per questo motivo è sceso in campo in prima persona per trattare con gli emissari di Li.

La fretta è tutta della società sul piano sportivo, dato che dopo la sentenza dell'UEFA, che ha decretato l'esclusione per un anno dall'Europa per violazione dei parametri del fair play finanziario per i bilanci 2015, 2016 e 2017 (passivo di 120 milioni), va presentato il ricorso al TAS.

L'UEFA, nelle motivazioni della sua sanzione, ha espresso "dubbi sulla credibilità del business plan, sul rifinanziamento e sulla continuità aziendale". Per ribaltare la sentenza, dunque, occorrerà motivare in modo impeccabile lo stesso ricorso e possibilmente arrivare allo stesso con il passaggio di proprietà già definito. 

Il Tribunale arbitrale dello Sport, in base ai suoi poteri, potrà confermare la sentenza Uefa, decidere di rivederla, obiettare sulla competenza o sostenere che un settlement dovesse essere accordato perché è vero che non è un diritto, però fin qui è stato sempre concesso.

Su questo punta il Milan, che sottolineerà anche l’eredità dei conti del passato e la sproporzione fra violazione della normativa e pena comminata. In quest'ultimo caso la pratica sarebbe rimandata all'UEFA, ma il Milan potrebbe nuovamente impugnare la decisione. Per il club rossonero una vera corsa contro il tempo fra futuro societario e sportivo.