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Euro 2016

Niente Milan o Roma per Conte: "Voglio qualificarmi all'Europeo e giocarlo..."

08:47 CET 06/02/15
Antonio Conte Italy Albania
Negli ultimi tempi si è parlato di lui come possibile candidato per la panchina del Milan o della Roma nella prossima stagione, ma Conte non ha intenzione di lasciare la Nazionale.

Negli ultimi tempi si era tanto parlato di un addio di Antonio Conte alla panchina della Nazionale il prossimo giugno, a seguito anche del mancato appoggio dei club agli stage tanto auspicati dal Ct azzurro. Nulla di tutto questo, invece, Conte non ha alcuna intenzione di abbandonare la baracca prima degli Europei del prossimo anno...

Niente Milan o Roma, per la cui panchina si diceva ci fosse anche Conte fra i candidati per la prossima stagione... "Penso di essere una persona molto responsabile - ha affermato Conte intervistato da 'Repubblica' - Soprattutto nei momenti difficili e questo lo è. Ho preso un impegno importante, anche spinto dall'entusiasmo del presidente federale, proprio per invertire la tendenza. Intendo rispettarlo. Io voglio qualificarmi all'Europeo e giocarlo e gli ostacoli li affronto con decisione. Forse me ne aspettavo di meno. Ma soltanto quando sei dentro una situazione, la capisci".

Conte non si sente il CT 'classico' da Nazionale, quello che sceglie gli uomini e basta... "Da luglio interagisco con tutto il sistema - ha spiegato ancora Conte - Con le società di A, con la B, coi dilettanti, col settore giovanile. Ho perfino allenato sul campo l'Under 15. Tutto questo pagherà, ne sono sicuro. Sarebbe stato più facile fare il selezionatore, 7-8 giorni ogni tanto. Ma per quel ruolo, l'ho detto a Tavecchio, sarebbe bastato un altro qualsiasi, meno costoso. Selezionare e basta è possibile soltanto se hai la crema, ma oggi siamo in una fase troppo delicata, non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia. Molti paesi, in Europa, ormai ci stanno davanti. Io devo creare una squadra con la s maiuscola. E la devo allenare".

E riguardo i famosi stage, che tante polemiche hanno causato... "In Germania e Spagna non li fanno? I capricci ho smesso di farli da bambino - ha detto ancora Conte - Se anche la serie A portasse sempre squadre in finale di Champions, sarei contentissimo così, però la realtà è un'altra. E forse non abbiamo toccato il fondo. Questo stage è saltato perché alla fine, per farlo, avrei dovuto dare le pettorine ai miei collaboratori. Chiamare giocatori di B significava sminuire il prestigio della Nazionale. Allora ho fatto un passo indietro, sperando di farne due in avanti la prossima volta".

Alla Nazionale potrebbe giovare la riforma dei campionati che il presidente federale Tavecchia ha idea di chiedere già oggi alla Lega... "La riforma dei campionati ha una prospettiva oltre il mio mandato - ha proseguito Conte - Per l'Europeo è essenziale il calendario: è proprio necessario spalmare la Coppa Italia con una partita al giorno? Non mi importa quando inizierà la stagione o se si giocherà a Natale. Di sicuro è prioritario un periodo sufficiente per preparare l'Europeo. So per esperienza che un calciatore arriva a maggio scarico".

Dai club Conte si attende molta più collaborazione... "La collaborazione deve essere reciproca - ha detto - Io ho grande disponibilità, me ne aspetto altrettanta. Due esempi: Mazzarri e Inzaghi mi hanno chiesto di non convocare Osvaldo e Abate, che stavano recuperando dagli infortuni. Mi sono adeguato. Il calcio italiano? Oggi non siamo né carne né pesce. A furia di inseguire il totem del possesso palla e di scimmiottare il tiki-taka spagnolo o l'intensità anglosassone, stiamo trascurando il nostro dna: il sacrificio e la cultura del lavoro, con cui colmare il gap tecnico. La Croazia ci ha fatto capire che c'è chi ci è superiore, a cominciare dall'esperienza. Modric, Rakitic, Mandzukic, Perisic, Brozovic, Srna avevano tante partite in Champions".

Nonostante tutte le difficoltà, però, Conte non ha nessun pentimento per la scelta fatta di andare a sedersi sulla sempre scottante panchina azzurra... "Non sono pentito, anche se devo far fronte a tante situazioni politiche e io non ho mai amato diplomazia e compromesso - ha spiegato Conte - Sono uno di campo, ho fatto del lavoro la mia arma. L'anno scorso ebbi diverse offerte, anche di una squadra inglese molto importante. Ma non ho mai parlato con nessuno, era questione di rispetto, avevo deciso di continuare con la Juventus. Poi è durato poco, ma è un altro discorso".

A tormentare Conte in questi ultimi anni c'è stata anche l'inchiesta di Cremona sul calcioscommesse. 'Roba' tornata alla ribalta anche di recente... "Sono le stesse cose da 4 anni, trite e ritrite - ha detto Conte - Questa vicenda mi ha fatto molto male, sotto tutti i punti di vista. Ho già pagato, chi mi ha conosciuto ha avuto il piacere o il dispiacere di conoscermi sa quali siano i miei principi e i miei valori. Fatico a capire l'aspetto mediatico della vicenda: passare con la mia faccia per uno che fa il calcioscommesse l'ho trovato veramente brutto".

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