Napoli, Verdi e la telefonata di Ancelotti: "Fu perfetto, io intimorito"

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Verdi è stato convinto da una telefonata di Ancelotti a sposare il Napoli: "Si svelò subito come la persona che poi ho conosciuto a Dimaro".

Simone Verdi si è calato perfettamente all'interno dell'ambiente del Napoli. L'ex giocatore del Bologna al momento è una pedina molto importante per Carlo Ancelotti e giocherà tutte le sue carte in questa stagione. Ha parlato ai microfoni del 'Corriere della Sera', svelando alcuni retroscena curioso.

Il tutto nasce dalla telefanata di Ancelotti: "Mi disse che avrebbe rispettato la mia decisione, qualunque fosse stata. Fu però una telefonata che difficilmente dimenticherò. A partire dallo squillo e al suo: ciao, sono Carlo Ancelotti. Conosciamo tutti il suo palmarès, sono cresciuto nelle giovanili del Milan e Ancelotti è una specie di icona".

"Non lo conoscevo, né avevo mai avuto il piacere di sentire la sua voce al telefono. Non sapevo cosa dire, ero intimorito. Lui fu perfetto. Si svelò subito come la persona che poi ho conosciuto a Dimaro: semplice, simpatica, autorevole ma umile nell’approccio. Non è l’allenatore che dice si fa come dico io, sa però bene come farci muovere in campo".

Sul nuovo numero: "Non mi danno fastidio le voci su un possibile nuovo attaccante, ma il numero 9 me lo tengo stretto. Da Savoldi a Giordano a Higuain: so bene cosa ha rappresentato questa maglia per la storia del club, ma sono convinto di poterla onorare al meglio. Ci credo".

Sul retroscena di mercato di gennaio, infine: "Resterò per sempre legato ai tifosi del Bologna, dovevo finire un percorso. Donadoni mi disse: sei uno stupido a non andarci. Ma con la mia fidanzata decidemmo di rinviare. Aspettavo l'Inter? Sono qui, e questo conta. Da gennaio a giugno sono stato sempre in contatto con il d.s. Cristiano Giuntoli".

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