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Serie A

Napoli, Koulibaly: "De Laurentiis volle lo sconto, scoprì che ero più basso..."

11:03 CEST 31/05/18
Kalidou Koulibaly Napoli
Kalidou Koulibaly rivela qualche retroscena particolare: "Riattaccai due volte il telefono in faccia a Benitez. Nel 2016 chiesi la cessione".

Prestazioni da leader della difesa del Napoli, il goal che ha inflitto la sconfitta alla Juventus nel suo stadio: la stagione di Kalidou Koulibaly si è rivelata colma di note positive per molti motivi, meno a livello di squadra con la mancata conquista dello Scudetto, atteso da ben 28 anni.

Il centrale senegalese ha ripercorso il rush finale del campionato durante un'intervista rilasciata a 'So Foot', come riportato da 'La Gazzetta dello Sport': "Lo Scudetto l'abbiamo perso contro squadre che avremmo dovuto battere: Sassuolo, Milan, Chievo. Anche se giocare sempre dopo la Juve non era facile, perché influisce sulla pressione per il risultato. Capisco che fossero in Champions, ma ad un certo punto ne sono usciti ed è stata dura psicologicamente. E difficile è stato assistere alla sconfitta dell'Inter con la Juve. Goal a Torino? Non mi ricordo più cos'è successo dopo. Per me è importante restituire l'affetto della gente".

A volerlo a Napoli fu Rafa Benitez: "Gli riattaccai in faccia due volte, pensavo fosse uno scherzo. Mi diede una lezione con bicchieri e forchette al posto di difensori e attaccanti. E mi chiedeva come mi sarei mosso. In quindici minuti ho imparato un sacco di cose".

Strana la reazione di De Laurentiis quando lo vide per la prima volta dopo averlo acquistato dal Genk: "Voleva uno sconto perché ero dieci centimetri più basso di quanto aveva letto su Internet".

Con Sarri non sempre è stato tutto rose e fiori: "All'inizio non mi calcolava. Gli chiesi di essere ceduto. Il club si oppose. Poi iniziò a farmi giocare. E pur di non uscire dai titolari giocavo anche se ero sfinito. Sarri mi ha trasmesso un'altra visione del calcio. Certi allenamenti senza opposizione sono da pazzi".