Napoli, Insigne svela: "Ronaldo idolo ma il migliore è stato Maradona"

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Lorenzo Insigne non ha dubbi: "Da piccolo amavo Ronaldo ma ora ho capito che il migliore di sempre è stato Maradona: a Napoli è lui il re".

Il Napoli continua a volare in campionato dopo la delusione in Europa League: 66 punti in 25 partite, uno in più della Juventus che resta viva in una corsa Scudetto bellissima e senza freni.

Lorenzo Insigne il goal l'ha solamente sfiorato contro la SPAL (per lui un palo) ma il suo contributo alla causa azzurra resta importantissimo. A ' The Player's Tribune' l'attaccante classe 1991 ha esternato tutta la sua voglia di vincere: "Ora il mio unico obiettivo è vincere lo Scudetto con il Napoli. Lo voglio fare per la mia città, il mio paese, i miei amici, la mia famiglia e per i miei figli: questa città ha bisogno di vincere".

L'amore per la maglia partenopea non ha limiti: "Per me questa è la città più bella del mondo: abbiamo il sole, il mare, si mangia bene. E se non credete a me, la prova sono i miei compagni: magari alcuni arrivano qui con un po' di timore perché sentono parlare male di Napoli, ma guardate quanti giocatori sono rimasti qui, invece di trasferirsi in club più grandi. Alcuni di loro sono qui da 3 o 4 stagioni e non vogliono andarsene. Il nostro capitano Hamsik vive qui da 11 anni. Quando chiedo ai miei compagni perché vogliono rimanere loro mi dicono: 'Amo questa città, amo la vita qui, amo i tifosi del Napoli'".

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PS Insigne Maradona

Da piccolo l'idolo incontrastato era Ronaldo il 'Fenomeno': "Da piccolo lo amavo. E adoravo le sue scarpe e quando mio padre riuscì a comprarmele dopo tanti sacrifici fu il giorno più bello della mia infanzia. Con tutto il dovuto rispetto, caro Ronaldo, adesso che sono più grande e che conosco la mia storia, devo pentirmi e devo dire che Maradona è il più grande giocatore che sia mai esistito. Ronaldo, avevi delle scarpe meravigliose. Eri il Fenomeno. Eri la mia ispirazione. Ma io sono napoletano, qui c'è un solo re. E il suo nome è Diego Armando Maradona".

La delusione per il Mondiale sfumato è ancora una ferita aperta: "E' stato molto doloroso non qualificarsi al Mondiale con la nazionale e non c'è nulla che posso dire per esprimere tutta la mia delusione. Mi fa ancora arrabbiare, perché avrei voluto vivere un Mondiale da protagonista dopo quello in Brasile in cui ero giovane e avevo giocato poco".

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