Mondiali, club ucraino caccia il portiere perché tifa la Russia

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Getty Images
Il tifo calcistico è più forte della politica? Il club ucraino del Karpaty non la pensa così e ha licenziato un suo portiere perché tifa la Russia.

Lo sport non è immune dalle influenze politiche e anche il calcio è stato a volte veicolo di messaggio politici e quanto accaduto in Ucraina in questi giorni ne è una dimostrazione.

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Secondo quanto riferiscono i media russi, citando il sito web della tifoseria del club, il Karpaty , club di Leopoli che milita nella massima serie ucraina, avrebbe cacciato il portiere della propria squadra giovanile Mikhail Gotra perché questi ha tifato la Russia in occasione del match degli ottavi di finale dei Mondiali in cui la nazionale russa ha battuto ai calci di rigore la Spagna .

Il 18enne aveva pubblicato su Instagram foto accompagnate da commenti in cui esultava per la vittoria della Russia. Un atteggiamento che la dirigenza del Karpaty non ha tollerato, dando così il benservito al giovane calciatore.

Come detto, è stata la politica a mettersi di mezzo nel rapporto fra Gotra e il suo club: nella regione ucraina del Donbass, infatti, dall'aprile 2014 è in corso una guerra che, benché poco raccontata dai media europei, sta costando alle parti in causa tanti morti e non accenna ad arrivare a una soluzione.

L'Ucraina, supportata dalla NATO, combatte contro i separatisti delle regioni di Doneck e Lugansk, dove sono state create due Repubbliche Popolari indipendenti che sono supportate, anche militarmente, dalla Russia. Per questo la dirigenza del Karpaty non ha tollerato il tifo calcistico di Gotra.

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