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Mondiali 2030, dove? Spagna e Portogallo si candidano insieme

17:11 CEST 08/06/19
Gerard Pique Cristiano Ronaldo Spain Portugal
Portogallo e Spagna insieme per il Mondiale 2030 senza il Marocco: la federazione africana potrebbe correre da sola.

Candidatura sudamericana convidisa tra Argentina, Cile, Paraguay e Uruguay. Possibile unione tra Irlanda e Regno Unito. Voci sul doppio Mondiale in Corea del Nord e Corea del Sud. Non solo, visto che il torneo del 2030 potrebbe essere ospitato da Portogallo e Spagna, che hanno iniziato a lavorare per far sì che il sogno diventi realtà.

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Le Federazioni di Spagna e Portogallo hanno infatti iniziato il viaggio per ospitare il Mondiale 2030. Dopo varie discussioni e uno studio dettagliato della situazione, è arrivato ok da entrambe le parti per cominciare a lavorare sulla candidatura congiunta per l'edizione del torneo che si giocherà fra undici anni

I governi di entrambi i paesi sono a conoscenza di tutti i colloqui fatti negli ultimi giorni e sono pronti ad accettare l'organizzazione, a patto che le federazioni soddisfino le condizioni richieste dalla FIFA. Dopo aver provato ad organizzare il Mondiale 2018 e quello 2022, nuovo assalto al 2030.

Il 2026 come noto vedrà centro e nord America protagoniste dal Canada al Messico, insieme agli Stati Uniti. Nel prossimo biennio verranno ufficialmente annunciate la candidature per il 2030, che potrebbe vedere il Marocco fuori dal lotto nonostante sembrasse pronto a correre insieme a Portogallo e Spagna.

I vertici internazionali hanno sempre però evitato di premiare una candidatura che coinvolgesse più continenti, anche se prossimi tra di loro: il caso del Messico insieme a Canada e Stati Uniti è limite, a differenza del Marocco. La federazione africana potrebbe comunque correre da sola dopo aver presentato la propria candidatura per il 2026.

Per il Portogallo si trattarebbe della prima grande prova come organizzatrice di un Mondiale, mentre la Spagna è già stata protagonista nel 1982, con il torneo vinto come noto dall'Italia. Due generazioni dopo, può arrivare nuovamente il suo turno di gestire il più grande evento professionistico sulla faccia della terra.