Moises Caicedo: la nuova star dell’Ecuador che si ispira a Pogba e Kanté

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Moises Caicedo NxGn
Getty/Goal
Il 19enne si è imposto ad alto livello come un giocatore di grande potenziale, sia a livello di club che di nazionale in Sudamerica.

Non possiamo ancora sapere come andrà la sua carriera, ma Moises Caicedo ha già lasciato il segno nel calcio professionista con un record che rimarrà probabilmente suo per sempre. Il 13 ottobre, il prodigioso talento dell’Ecuador ha segnato di testa il goal del vantaggio contro l’Uruguay dopo 15 minuti, nella partita valida per le qualificazioni a Qatar 2022. È diventato il più giovane ecuadoriano a segnare con la nazionale e il primo nato nel ventunesimo secolo a segnare nel girone sudamericano di qualificazione.

Nelle qualificazioni di novembre Caicedo ha continuato a stupire fornendo tre assist, imponendosi come un elemento indispensabile per riportare l’Ecuador ai Mondiali, dopo aver saltato le ultime due edizioni. Ha compiuto 19 anni a inizio novembre, ma già da due stagioni è un punto fermo dell’Independiente del Valle. Ed è già una delle nuove speranze del calcio ecuadoriano.

Nato a Santo Domingo, una città distante 100 km dalla capitale Quito, Caicedo è cresciuto in una famiglia numerosa (nove tra fratelli e sorelle) in una delle periferie più povere dell’intero stato, nel mito di Antonio Valencia. Lo ha raccontato al sito ufficiale della Coppa Libertadores.

“Era tutto molto calmo, ma era anche molto pericoloso, perché c’erano le gang. Non c’erano soldi per andare in un altro posto, dovevo stare lì. Giocavo a calcio coi bambini più grandi, con gli amici di mio fratello e mi facevano piangere perché contro di me giocavano duri”

A 13 anni l’Independiente del Valle ha notato il suo talento e lo ha portato a Quito nel proprio settore giovanile. A 17 anni, nel 2019, il nuovo allenatore spagnolo del club, Miguel Angel Ramirez, che aveva già allenato Caicedo a livello giovanile, lo ha portato in prima squadra, rendendolo parte della squadra che avrebbe poi vinto la Copa Sudamericana contro il Colon, il primo titolo continentale nella storia del club.

Nel 2020, però, Caicedo ha iniziato a brillare. Ha iniziato con un ruolo da protagonista nell’Under-20 del club che ha vinto la Libertadores, con tanto di goal decisivo all’ultimo minuto nella semifinale contro il Flamengo per evitare l’eliminazione. Poco dopo ha esordito nella Libertadores dei grandi e alla seconda presenza, da subentrato, ha avuto bisogno soltanto di otto minuti per segnare un meraviglioso goal da fuori area.

Ancora meglio è andata nel post-lockdown: a settembre ha segnato contro il Flamengo, squadra campione in carica, sconfitta dall’Independiente per 5-0. Una delle sconfitte più amare nella stoia della Tri.

Poi sono arrivate la qualificazione agli ottavi di finale di Copa e la prima chiamata in nazionale. Nel giro di pochi mesi  è diventato il talento più seguito del calcio in Ecuador.

“Vi dirò la verità, è ciò che sognavo. Essere un calciatore, giocare nell’Independiente del Valle. Non avrei mai sognato di essere in nazionale a 18 anni”.

Il suo allenatore Ramirez, invece, non si è sorpreso, come ha detto a ‘Marca’.

“Moises capisce il gioco, è cresciuto molto da quando è entrato in prima squadra. Ha un grande primo tocco, buon controllo di palla, lo aiuta a tenere il gioco sempre in movimento”.

I modelli di Caicedo sono Kanté e Pogba. E cerca di trarre il meglio da entrambi nel suo stile di gioco box-to-box.

“Kanté è un giocatore che lotta sempre per la sua squadra, Pogba ha uno stile di gioco che mi piace molto”.

A lungo termine, però, il suo ruolo potrebbe essere sempre meno centrale, visto che l’Indipendente lo ha schierato sempre più come interno di un centrocampo a tre e meno nel ‘motore’ della squadra, per sfruttare il suo ritmo al top. In marcatura ha ancora margini di miglioramento, ma li sta riempiendo: tiri dalla distanza, gioco aereo. Il repertorio è ancora tutto da esplorare. Con la speranza di emulare il suo idolo Antonio Valencia anche nel percorso calcistico. Come disse al ‘Mundo Deportivo'.

“Il mio sogno è giocare nel Manchester United. Mi piace il calcio inglese, la sua velocità”.

Il tempo ci dirà se Caicedo riuscirà a fare il salto in Europa a breve o se continuerà a sviluppare il suo talento vicino a casa, all'Independiente o in altri top club del Sudamerica. Ciò che sembra chiaro è che il suo potenziale sembra illimitato. E che se l'Independiente dovesse tornare in finale come fece nel 2016, avrà sicuramente tante opzioni tra cui scegliere.

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