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Europa League

Milan, Montella sicuro: "Sento la fiducia della società, Marra non è capro espiatorio"

12:38 CEST 27/09/17
Vincenzo Montella Milan
Vincenzo Montella parla del momento delicato in casa Milan: "Marra non è il capro espiatorio, so dove intervenire, la strada è quella giusta".

Dopo il brutto ko di Genova, il Milan prova a rialzare la testa nuovamente in Europa League, dove il cammino è iniziato bene con la netta vittoria sul campo dell'Austria Vienna. A San Siro arriva il Rijeka e Vincenzo Montella si aspetta una pronta risposta dai suoi.

Intervenuto in conferenza stampa, Montella parla delle critiche ricevute: "Tutto fa parte del gioco, sono molto sereno e determinato per analizzare il tutto. Sono state ore impegnative, ho pensato molto a tutto. So che alleno una squadra gloriosa, ho individuato alcune cose su cui intervenire ma la strada è quella giusta. Ringrazio Mirabelli e Fassone che mi hanno sempre sostenuto e mi lascia autonomia, sento la società presente e forte. Nelle difficoltà riesco a dare il meglio di me stesso".

"Marra? Non era lui il problema, ma sono emerse delle divergenze che in questo momento non mi sentivo di sopportare. E' come un fratello, ho dovuto fare una scelta molto dolorosa ma era inevitabile. Non è lui il capro espiatorio, ma non c'era totale sintonia sul percorso", ha aggiunto l'allenatore rossonero in merito all'allontanamento del preparatore atletico.

Il Rijeka arriva a San Siro dopo la prima sconfitta in Europa League: "C'è bisogno di temperamento perchè troveremo una squadra molto compatta, molto diversa da quella vista nel primo turno di Europa League. Differenza con il campionato? Contro la Sampdoria la squadra ha dimostrato di essere scarica mentalmente, arrivavamo da un tour de force. Quanti giocatori sono abituati a giocare ogni tre giorni? C'è stato questo calo mentale, devo lavorarci perchè l'Europa League ti porta via energie. In questo bisogna intervenire. Pericoli per domani? Potrebbero esserci, ma sono già intervenuto sul piano mentale".

Montella non si sbilancia sui nomi che scenderanno in campo domani: "Devo fare alcune valutazioni ma domani dovrà andare in campo una squadra competitiva, non ho ancora deciso la formazione. Sto iniziando a capire il tifoso rossonero, in questo momento ci può essere delusione rispetto a ciò che si aspettavano. Vogliamo cambiare un trend e creare una mentalità, che si crea con il tempo anche inciampando. Meglio che sia successo subito che dopo, ma siamo in corsa. Erano cose prevedibili all'inizio dell'anno".

Non è stato ancora deciso il nome del nuovo preparatore atletico: "Sto valutando alcuni profili, sto aspettando una risposta dal mio preferito, non ho ancora deciso. Mi sento preparato sulla preparazione fisica, qualcosa deve cambiare quando c'è una squadra nuova come la nostra. Non rinnego nulla, è una decisione faticosa ma bisogna anche mentalmente voltare pagina".

Montella spiega cosa va cambiato nella mentalità: "Qualcosa abbiamo sbagliato nell'approccio mentale, dobbiamo ritrovare quella forza necessaria per ripristinarsi ed affrontare un impegno del genere ogni volta, come il calcio italiano richiede. Si risolve tutto con il lavoro e la fame, questo gruppo ha tutto e siamo tutti in un'unica direzione con la società. Vogliamo portare il Milan a scrivere pagine importanti della propria storia. Creare una nuova mentalità non è facile, veniamo da un ambiente che non vince da tanti anni, ma siamo sicuri che ci arriveremo presto. Due incidenti di percorso in questo nuovo progetto ci possono stare, sono molto equilibrato".

Massima fiducia da parte del club, l'allenatore rossonero si mostra tranquillo: "Ho percepito una profonda stima da parte della società, il destino di un allenatore è legato ai risultati, ma non sempre è così. Fa parte del mio lavoro saper gestire anche i momenti in cui posso essere messo in discussione".

Le difficoltà di un gruppo totalmente nuovo si fanno sentire: "Non è tutto da buttare, credo che un accenno di identità si sia già visto, so che è difficile amalgamare ma voglio arrivarci al più presto. Dicono che io non urlo, ma chi sa insegnare non urla. Sono stati presi giocatori importanti e funzionali, ma c'è bisogno di un adattamento. E' una squadra destinata a crescere, magari anche senza di me nei prossimi 5 anni".

Ai microfoni di 'Sky Sport', Montella confida in un pronto riscatto: "Può essere un momento di svolta, sarà sicuramente un momento di crescita. Io sono pronto e sono ansioso di scendere in campo. In queste ore ho pensato molto, bisogna lavorare sull'aspetto psicologico, aiutando alcuni ragazzi che indossano una maglia importante. Sento la società vicina, che mi sostiene e mi aiuta con Mirabelli e Fassone. E' importante che la società si faccia sentire facendoci sentire la propria vicinanza".

L'infortunio di Conti pesa moltissimo nell'idea del 3-5-2: "E' un giocatore giovane e di qualità, ci mancherà ma in casa abbiamo delle alternative. Sto lavorando anche su Borini, poi abbiamo Abate e Calabria con altre caratteristiche".

L'impatto di Calhanoglu e Andrè Silva, Montella predica calma: "Hakan arriva da mesi in cui non ha giocato, è arrivato con poca abitudine ad avere partite ravvicinate, soprattutto a livello fisico. Poi in un nuovo campionato ha bisogno di crescere, anche riposando. Non può giocare ogni 3 giorni per questi motivi. Andrè Silva ha 21 anni, viene da un campionato molto diverso, deve adattarsi alle difese italiane. Arriverà a dimostrare le sue immense qualità".