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Serie A

Milan, Bakayoko e il sogno Champions: "Voglio sentire la musichetta a San Siro"

09:58 CET 05/03/19
Tiemoue Bakayoko AC Milan 2018-19
Bakayoko spera nel riscatto e sogna la Champions col Milan, poi gonfia il petto: "Desailly? Era più difensivo, io ho qualità tecniche".

Uno dei segreti del Milan è sicuramente la rinascita di Bakayoko che, dopo un inizio di stagione a dir poco difficile, complice il lungo stop di Biglia è diventato un punto fermo per Gattuso.

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Il centrocampista, intervistato da 'France Football', adesso quindi spera nel riscatto da parte dei rossoneri e sogna di giocare la Champions col Milan.

"Farò di tutto affinché il Milan si qualifichi alla prossima edizione della Champions League. Sono cinque anni che i tifosi non sentono la sua musichetta e io vorrò esserci quando tornerà a risuonare a San Siro. Vedremo come andrà a finire la stagione, ho un contratto con il Chelsea che è comunque un club molto importante per me".

Come detto gli inizi non sono stati facili per Bakayoko che ammette di non aver digerito le pesanti critiche di Gattuso dopo Napoli-Milan.

"Non ho apprezzato quelle dichiarazioni, sia io sia le persone che mi stanno vicino le abbiamo prese male. Sono state illogiche. Ha rimesso in dubbio il mio calcio. Ma lui è fatto così, è genuino, dice quello che pensa e vuole che gli si dicano le cose in faccia. Non è uno che porta rancore. Credo che tutti i giocatori vorrebbero avere un allenatore come lui. È una figura paterna, con la quale puoi parlare di tutto e di niente".

Il centrocampista respinge il paragone col connazionale Desailly, grande ex rossonero.

"Era molto più difensivo. Non penso che ci siano delle somiglianze tra noi. Ma so anche che ha fatto grandi cose al Milan nel mio ruolo. Sono andato a vedere i video per curiosità. Faccio tanti dribbling? Quando mi si vede, si pensa che io sia un giocatore fisico, ma in realtà ho delle qualità tecniche. Ho sempre amato saltare l’avversario dribblandolo. E non faccio dribbling così tanto per farli".

Infine Bakayoko racconta il suo arrivo al Milan e il ruolo decisivo di Leonardo e Maldini.

"Sarri non mi voleva? Io penso che sia stata una cosa arrivata da più in alto. È stato Leonardo che mi ha contattato e se avessi dovuto lasciare il Chelsea, lo avrei fatto solo per il Milan, perché è stato un club che mi ha fatto sognare quando ero piccolo. Lui e Maldini sono due figure iconiche. Ti rendi conto della grandezza del club vedendoli arrivare. Io mi ricordo Maldini, con il suo numero 3 sulle spalle, con la fascia di capitano al braccio e i suoi capelli lunghi. Mi sembrava incredibile che mi parlasse”.