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Serie A

Juventus, Marchisio ammette: "Baratterei i 2 derby con la Champions"

10:46 CET 10/12/16
Claudio Marchisio Franck Kessié Juventus Atalanta Serie A 03122016
Il centrocampista bianconero parla della stracittadina con i granata di Mihajlovic: "Juventus favorita, ma Torino tosto. Baratterei i 2 derby con la Champions".

Nessuno meglio di Claudio Marchisio, che con la maglia bianconera ne ha vissuti e vinti tanti, può rappresentare in questo momento il concetto di juventinità alla vigilia del Derby della Mole contro il Torino. Il centrocampista, cresciuto nelle Giovanili della Juventus, in un'intervista al quotidiano 'La Stampa', ricorda quelli più importanti e si è sbilanciato sull'attesa stracittadina torinese.

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"Il primo derby lo giocai a 7 anni, al Cit Turin: 4-1 per noi, e quattro goal miei. - ha raccontato Marchisio - Il più bello è stato quello dell'anno del secondo Scudetto, il mio primo derby in casa: 3-0, con una mia doppietta".

"La Juve è classe, qualità, eleganza; il Toro grande carattere, fino alla fine. - ha affermato il giocatore bianconero - Ho imparato che il Toro non molla mai e se non entri in campo con la testa giusta e la pelle dura ti fai male. Noi siamo favoriti, loro tosti. Se devo dire 2 uomini dico Belotti e Chiellini".

"Iago Falque, che è stato qui, sta dimostrando il suo talento, - ha proseguito Marchisio - Ljajic è l’inventiva e Belotti un grande attaccante, spero che la clausola da 100 milioni serva per non mandarlo all'estero. Ma mi piacciono anche Baselli e Benassi. E Mihajlovic si assimila bene al carattere del Toro. E per le sue origini e l’esperienza, sa dare le energie e le motivazioni giuste per queste sfide".

Marchisio è un'auntentica bestia nera dei granata, visto che ha sempre vinto le stracittadine da lui giocate, ma farebbe volentieri uno scambio: "Se perderei i due derby per vincere la Champions? Va bene. - ha ammesso - Ma è l’unico baratto che farei".

Intanto però il derby Marchisio spera di giocarlo e di deciderlo ancora una volta: "Se Allegri non mi fa giocare mi arrabbio. - ha ammesso il centrocampista - Ma non sono uno che lo urla davanti a tutti: me lo tengo dentro e poi cerco di sfogarmi in campo. Certo, se non giocassi col Toro mi incavolerei di più, anche perché ora fisicamente sto davvero bene".

Guardando alla storia del Derby della Mole, Marchisio non ha dubbi: "Il simbolo granata è Ferrante, l'icona juventina Maresca. - ha sostenuto il giocatore di Allegri - La sua esultanza una profanazione? È una cosa personale e dipende dal momento: è diverso fare goal in un derby tirato, con molti falli, o segnare sul 4-0. Non so se l’avrei mai fatto, per carattere, ma da tifoso esultai: poi ci sta che gli altri si siano incazzati".

"Se uno esultasse come Belotti? Dipende da come va il derby. - ha dichiarato Marchisio - Ma ci sono talmente tante esultanze, che si potrebbe anche evitare. Dopodiché, il bello dei derby sono anche gli sfottò".

Marchisio ha poi rivelato i suoi maestri: "Non avevo che l’imbarazzo della scelta: Nedved, Buffon, Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, campioni del mondo e d’Europa. - ha detto - Pavel era criticato perché dicevano si buttasse, ma la verità è che subiva tanti falli, prendeva calci e io non l’ho mai visto su un lettino o lamentarsi per una botta. Vedere uno che non si fermava mai, che non lo potevi scalfire, notare cosa dovevi sopportare per arrivare. Ecco, mi ha fatto capire cos’è la Juve. Senza una parola, bastava guardarlo: non mollare mai".

Infine sui suoi sogni: "Spero di finire qui la mia carriera, - si è augurato - già è stata una gioia l’ultimo contratto, che per me è un patto: continuare a vincere e insegnare ai giovani quello che dissero a me".

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