Marchisio e la Juve: stile e nobiltà al servizio della Signora

GFX Marchisio
Goal
Una storia lunga 25 anni caratterizzata da amore, stima e lealtà: il Principino alla corte di Madama è diventato Re. E oggi festeggia 35 primavere.

Quanto servirebbe Claudio Marchisio a questa Juventus? Tanto, tantissimo. Regale in campo, campione di signorilità fuori. Intelligenza al potere sul rettangolo di gioco, nonché di spessore notevole anche nell'extra calcio che, con il trascorrere dei mesi, è diventato sempre più il pane quotidiano del Principino.

Venticinque anni al servizio della Signora: dai Pulcini alla Prima Squadra. Sognando in grande, a occhi aperti, in bianco e nero. Due colori, questi, che hanno segnato indelebilmente la carriera di un autentico predestinato che, attraverso il duro lavoro, ha saputo conquistare l'élite internazionale. Senza regali. Meritocrazia.

Nell'inferno della Serie B, causato dallo tsnunami Calciopoli, è nato un percorso da 389 gare e 37 goal. In fase embrionale, passando dall'inevitabile gavetta, la tappa di Empoli; fondamentale per iniziare a pensare in grande e da grande. 

Marchisio, con semplicità e determinazione, ha conquistato tutti gli allenatori che avuto. Prima, come mezz'ala. Dopo, come regista. Un'evoluzione spalleggiata dall'addio di Andrea Pirlo che, in base all'ottimizzazione degli effettivi a disposizione, ha portato Max Allegri a piazzare Claudio davanti alla difesa. Trovando, peraltro, ottimi risultati.

Dare e avere. Binomio fondamentale per costruire un legame vero e sincero, lo stesso che ha visto il fresco 35enne recitare un ruolo da protagonista assoluto alla corta di Madama. Insomma, trasparenza totale.

Nel bene e nel passaggio allo Zenit di San Pietroburgo, via risoluzione del contratto, prendendo coscienza del momento e delle difficoltà. Sfociate, successivamente, nei tacchetti appesi al chiodo. Purtroppo, alle volte, la rottura del legamento crociato sinistro può portare a chiudere anzitempo un percorso.

La Juve, per Marchisio, ha rappresentato tutto. Ma proprio tutto:

"Ho avuto una carriera bellissima - così a Fanpage - un sogno diventato realtà con l’opportunità di giocare per la mia squadra del cuore e di vincere tantissimi trofei. La Juventus è stata una seconda famiglia non da quando sono arrivato in prima squadra ma da quando ho iniziato, dal 1993, la mia prima maglietta che ho indossato e non ho mai tolto, dal primo borsone che mi hanno consegnato all’età di 7 anni dove dentro ho ricevuto tutti i gadget possibili che un bambino li sogna a Natale e invece era settembre e ho ancora tutto ".

C'è vita, comunqe, oltre il manto erboso. E il Principino, anche da questo punto di vista, ha fatto scuola. Come? Tuffandosi, anima e cuore, nel mondo imprenditoriale. Basti pensare, tra i vari progetti, a Mate: communication web agency fondata assieme a Giorgio Chiellini. Guardando sempre al futuro.

 

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