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Serie A

Mancini ricorda il 'suo' Lione-Roma: "Otto doppi passi, un goal incredibile"

09:52 CET 08/03/17
Amantino Mancini Roma
Amantino Mancini, al 'Corriere dello Sport', ricorda la sua squadra: "Eravamo fortissimi, io giocherei anche in quella attuale. Spalletti il top".

Sono passati esattamente dieci anni da quella indimenticabile sfida, soprattutto per i tifosi della Roma, contro il Lione. Negli ottavi di finale di Champions League, dopo lo 0-0 dell'andata, i giallorossi andarano a vincere in Francia per 0-2, con un incredibile goal di Amantino Mancini. Il brasiliano ricorda ai microfoni del 'Corriere dello Sport' quei momenti.

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Queste le sue parole per raccontare il goal: "Mi dà la palla Francesco. E io vado dritto verso la porta, basandomi su un principio: l’area di rigore protegge l’attaccante, perché il difensore non può toccarti e ha paura. Faccio un doppio passo, poi un altro, in tutto sono otto, sposto il pallone, tiro di sinistro. Un goal incredibile".

Poi un commento sulla Roma attuale: "Se giocassi anche in questa squadra? Sinceramente sì. Io avevo delle caratteristiche particolari. Ero veloce, potente, saltavo l’uomo e segnavo tanto. Non so quanti brasiliani abbiano fatto 59 gol nella Roma. Ma adesso ci sono Salah e Perotti, che sono veloci e hanno dribbling".

Sulla possibilità di questa Roma e i paralleli col passato, invece: "Quello era uno squadrone. Ma questa Roma passa il turno ed è la favorita per vincere l’Europa League. Spero che succeda, anzi, perché ho i tifosi nel cuore. Di più, tifo Roma anche da quaggiù, dal Brasile".

Infine, Mancini torna indietro al momento dell'abbandono con la Roma: "Nel calcio può succedere di separarsi. So che la gente ci è rimasta male, qualcuno mi diede del traditore, ma la verità è che il mio trasferimento all’Inter mise tutti d’accordo. Anche la Roma, che aveva bisogno di soldi e fece una plusvalenza incredibile: a un anno dalla scadenza del contratto venni pagato 13 milioni più bonus. Tanto. Di sicuro non fui io a chiedere di andare via".