Mancini e il trasferimento di De Rossi al City: "Era fatta, poi mi disse 'non je la faccio'..."

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Roberto Mancini ha raccontato un retroscena sul quasi trasferimento di De Rossi al Manchester City: "Era fatta, poi mi disse 'non je la faccio'...".

Daniele De Rossi lontano da Roma? Difficile immaginarlo, soprattutto ora, ma anche nel passato. Soltanto Roberto Mancini, forse, è stato davvero vicino a strappare l'attuale capitano giallorosso alla città eterna: quando allenava il Manchester City e riteneva il classe 1983 un perno fondamentale per il suo centrocampo.

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In una lunga intervista concessa al 'Messaggero', l'attuale commissario tecnico è tornato proprio su quel trasferimento quasi concluso e poi saltato, una prima occasione persa di allenarlo e che non si è ripresentata in Nazionale, visto che il 16 della Roma ha chiuso la porta a un ritorno.

"Ci siamo visti a Roma, tutta una notte a parlare, era tutto fatto, ma è saltata all'ultimo. Mi ha chiamato e mi ha detto "non je la faccio". Ci rimasi male, mi arrabbiai. E' passato tanto tempo, Daniele era nel pieno della carriera, si sarebbe divertito. Lo ritenevo fondamentale".

Mancini si è soffermato anche su Nicolò Zaniolo, forse la prossima bandiera della Roma, almeno secondo il sogno del quasi ventenne ex Inter e Fiorentina primavera. Il commissario tecnico è stato il primo a credere in lui, convocandolo quando ancora non aveva esordito in Serie A.

"Sono Ct da maggio. Mi sono andato subito a vedere l'Euro Under 19. È lì che ho avuto la possibilità di seguire Nicolò, prima non lo conoscevo affatto. In questi mesi è cresciuto anche troppo, almeno mediaticamente. Con i giovani bisogna avere pazienza, perché gli alti e bassi sono normali".

Già nelle prossime partite il classe 1999 potrebbe essere protagonista con un ruolo di primo piano: il Ct ha dichiarato di vederlo come mezzala. Nei giorni scorsi aveva anche azzardato, per ruolo e per tipo di percorso, un paragone con Paul Pogba, esploso alla Juventus nel 2013 dopo tanta panchina iniziale.

"Per me Zaniolo è una mezzala. In quella posizione mi è piaciuto all'Europeo. A diciannove anni, pur di giocare, accetti qualsiasi ruolo. Intanto aumenti il minutaggio e in un grande club. Oggi ho Jorginho e Verratti come riferimenti per il centrocampo. A loro poi posso aggiungere Zaniolo o Barella".

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