Lucas avvisa la Juventus: "Il Tottenham è il club del futuro"

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Getty Images
Lucas è già in clima Champions: "La Juventus può essere letale, il Tottenham è già nel futuro. Non avevo mai giocato con la neve, dovrò adattarmi".

Un altro po' di attesa e conosceremo il destino della Juventus in Champions League, dove ad attenderla nel suggestivo scenario di Wembley ci sarà il Tottenham: inglesi leggermente favoriti in virtù del 2-2 dell'andata maturato a Torino, che obbliga i bianconeri a vincere o pareggiare con il risultato di 3-3 o superiore.

Intervistato in esclusiva da 'La Gazzetta dello Sport', Lucas Moura ha reso il giusto merito agli avversari, ricordando le ultime stagioni: "Il 2-2 dell'andata è stato un bel segnale per noi, ma sarebbe un errore affrontare il match di Wembley per gestire il risultato. La Juventus è una grande squadra, una delle migliori d'Europa. È stata finalista due volte nelle ultime tre edizioni di Champions. Ha esperienza e nervi per cercare di strappare la qualificazione anche in una trasferta come questa".

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Guai a fidarsi troppo dei bianconeri quindi: "È una formazione molto equilibrata, che sa difendersi bene e sfruttare in modo impressionante le occasioni che riesce a creare. Nel match di Torino la sua partenza fu fulminante, poi siamo usciti noi. Ma quella serata ci deve suonare d'avvertimento: la Juventus è capace di segnare due goal in pochi minuti".

A gennaio l'arrivo al Tottenham dove pare già essersi ambientato: "A Parigi ho vissuto cinque anni fantastici, poi si è rotto qualcosa e gli ultimi sette mesi sono stati difficili. Non è questo il momento per riparlare di certe cose. Mi limito a dire che sono felice della scelta che ho fatto. Il Tottenham è un club proiettato nel futuro. Ci sono giocatori di dimensione internazionale come Kane, Eriksen, Alli e Son. C'è un allenatore giovane, preparato e ambizioso. E c'è un club con strutture all'avanguardia. Nel calcio non si diventa mai grandi per caso, I progetti sono fondamentali".

C'è ancora qualche piccolo dettaglio da limare: "L'unico problema è stato il clima. Non avevo mai giocato sotto la neve come mi è capitato con il Newport, ma mi adatterò anche a questo".

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