Lippi sta con Conte: "Tutti vorremmo un'Italia di italiani, ma se ci sono oriundi bravi..."

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Proseguono le polemiche sull'opportunità di convocare gli oriundi in Nazionale. L'ex CT azzurro Marcello Lippi sta con Conte: "Se ci sono oriundi bravi è giusto convocarli".

Continuano le polemiche sugli oriundi in Nazionale, dopo la chiamata del sampdoriano Eder e del palermitano Vazquez da parte del CT azzurro Antonio Conte per le due sfide che l'Italia dovrà affrontare a cavallo del fine settimana, sabato la Bulgaria per le qualificazioni a Euro 2016 e martedì l'Inghilterra in amichevole.

Tante le voci contrarie all'utilizzo degli oriundi, cosa comunque permessa dai regolamenti vigenti, ma ci sono anche alcune voci autorevoli che non sono contrarie a prescindere. E quale voce più autorevole di quella di Marcello Lippi, che con in squadra anche un ordiundo, Camoranesi, ha vinto la Coppa del Mondo del 2006 in Germania? "Tutti vorremmo un'Italia di italiani - ha detto Lippi intervistato dalla 'Gazzetta dello Sport' - Ma se il CT ha appena il 34% di selezionabili, e ci sono giocatori importanti e funzionali, allora è giusto convocarli. Anche se oriundi. E poi, scusate, il regolamento lo permette. Mentre non mi pare che dalle nostre parti le regole siano sempre rispettate…".

Insomma, se gli oriundi sono più bravi o comunque più funzionali al progetto tattico del CT rispetto agli aspiranti azzurri italiani, allora secondo Lippi la chiamata è doverosa proprio per il bene, leggi risultati, della Nazionale... "Gli oriundi bravi servono - ha detto ancora l'ex CT azzurro - Se sono bravi Eder e Vazquez? Sì, soprattutto in quanto utili in certi ruoli. Eder è esperto, ha tanti anni di Italia, offre molteplici soluzioni d'attacco, può stare sulla fascia. Vazquez è un talento, ha qualità: non ho ancora capito il suo vero ruolo, però ha le caratteristiche di Zidane, un trequartista, una mezzapunta molto tecnica".

Conte si è lamentato spesso della poca qualità del calcio italiano... "Come sempre, in fase di ricostruzione, ci sono difficoltà - ha proseguito Lippi - Il problema vero sono i pochi selezionabili. Ma le Under mi danno ottimismo, vedo qualità in arrivo. Gli stage avrebbero fatto comodo ma non sono fondamentali: meglio aver allungato la fase pre-Europeo".

Lippi ha poi parlato di alcuni dei convocati, come Valdifiori, regista dell'Empoli all'esordio in azzurro... "E' una piccola favola - ha detto - Sia preso a esempio dai giovani, significa che il CT guarda tutti: Pirlo e De Rossi sono ancora importanti, ma non eterni. C'è Verratti, che dei giovani è il più bravo sul piano internazionale, ma ogni CT deve avere 3-4 soluzioni per ruolo".

Tanti gli juventini in azzurro... "Cosa che deve far riflettere gli altri club - ha ammonito Lippi - Ci sono troppi stranieri nel campionato, troppi nei settori giovanili, senza alcun riferimento al colore della pelle, troppe partite con 22 stranieri, e poi chi domina da quattro anni ha investito sul blocco italiano. Così ha mantenuto senso di appartenenza e compattezza morale necessari per vincere. Non è lo stesso una squadra con gente di nazioni e continenti diversi".

A proposito di Juventus, Lippi elogia il tecnico Massimiliano Allegri, capace di imboccare la strada giusta alla sua prima annata bianconera, e con sulle spalle la pesante eredità di successi da ripetere lasciata da Conte... "Mi sono rivisto un po' in lui - ha detto Lippi - E' arrivato alla Juve più o meno alla mia età, ha la stessa mia concretezza e la voglia di modernizzare la squadra. Ci sono punti in comune. Poi si vede l'intelligenza: in punta di piedi in un ambiente dove si praticava un certo calcio, senza stravolgere le certezze. Poi, con idee leggermente diverse, ha dato a poco a poco la sua identità".

La Juventus sta facendo molto bene anche in Champions, dove ha travolto, anche in trasferta, il Borussia Dortmund negli ottavi di finale. Lippi, tra l'altro, è stato l'ultimo allenatore bianconero a vincere la competizione... "Il sorteggio può dare una mano: pensate alla Juve di Conte, se non avesse trovato il Bayern - ha detto Lippi - Il Monaco, è da temere, per carità, ma non è il Barcellona. E se sei in semifinale...".

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Un'ultima battuta, poi, Lippi la riserva ai due casi del momento: il fallimento del Parma e la sentenza di prescrizione per Calciopoli... "Parma è un grande rammarico - ha detto - Una città dal calcio bello e pulito, finita così. Un rimedio per evitare altri 'casi Parma'? Smettere di parlare di oriundi e occuparsi di cose serie. Calciopoli? Dopo tanti anni mi pare sia emerso che non c'erano solo due brutti anatroccoli, ma che un po' tutti avessero certe abitudini. Comunque mi sembra ormai tutto lontano nella memoria".


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