L’inchiesta de 'Il Fatto Quotidiano': dalla Juventus alle genovesi, focus sul "doping plusvalenze"

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I pericoli del fenomeno plusvalenze, ormai dilagante in Serie A: dall'aumento dei debiti a tanti strani affari, anche la Juventus è coinvolta.

In passato furono le scommesse, poi lo scandalo Calciopoli. Ora, una nuova ombra si allunga minacciosamente sul calcio italiano: quella delle plusvalenze, fenomeno dilagante ormai da tempo in Serie A e trattato da 'Il Fatto Quotidiano' in un'inchiesta pubblicata nella nella edizione odierna.

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Due pagine nelle quali il quotidiano di Marco Travaglio snocciola numeri e dati preoccupanti per analizzare l'andamento del nostro calcio. Si parte dai ricavi generati dalle plusvalenze nel 2016/17 (l'ultima con tutti i bilanci approvati): ben 749 milioni. Un dato enorme e addirittura raddoppiato rispetto alla stagione precedente, il 2015/16: 381 milioni.

Soldi vitali per i bilanci le società di Serie A, che nel 2016/17 hanno registrato un buco di 711 milioni tra entrate (2,6 miliardi) e uscite (3,3 miliardi), rientrando appunto grazie alle plusvalenze. E facendo in questo modo registrare un margine operativo lordo di 38 milioni. Una specie di doping finanziario, uno stratagemma utile a nascondere le perdite.

Il problema è che le plusvalenze, ad esempio la cessione con valutazione di 20 milioni di un calciatore pagato in precedenza uno o due, vengono inserite nel bilancio ma non sempre costituiscono denaro materiale. E il buco, come sottolinea ancora il quotidiano, da qualche parte dovrà apparire.

Ecco perché il grande rischio è quello che le plusvalenze si trasformino, alla fine, in debiti. E quelli delle società di Serie A, non a caso, hanno subìto un'impennata dal 2016 al 2017: da 3 miliardi a 3,6 miliardi. Complessivamente, fanno 600 milioni in più. Il Genoa, ad esempio, "ha 173 milioni di debiti, tre volte il fatturato senza plusvalenze; l’Inter ha 668 milioni di debiti, quattro volte il fatturato senza plusvalenze. Il Milan [...] ha debiti per 537 milioni; la Sampdoria ha 164 milioni di debiti, più del doppio del fatturato senza plusvalenze".

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Ma il dito è puntato anche e soprattutto nei confronti della Juventus, particolarmente attiva in tal senso sia in estate che in inverno: i bianconeri hanno fatto affari soprattutto con Genoa e Sampdoria, realizzando plusvalenze per oltre 80 milioni di euro: Sturaro ai rossoblù, Audero ai blucerchiati, il belga Peeters dalla Samp alla Primavera bianconera (4 milioni). Strani affari, li definisce il 'Fatto'.

Sotto la lente d'ingrandimento c'è anche la trattativa per Luca Zanimacchia, ventenne attaccante in forza all'Under 23 della Juventus, che un mese fa la società bianconera ha riscattato dal Genoa: il comunicato ufficiale parla di 4 milioni più altri due di bonus.

Il fenomeno delle plusvalenze, in sostanza, sta proliferando. Tanto che lo stesso Gabriele Gravina, presidente della FIGC, intervenuto alla 'Domenica Sportiva' domenica sera, aveva già puntato l'attenzione su un fenomeno pericoloso.

"È nostro compito attenzionare plusvalenze e scambi sospetti. Tutti gli scambi senza finanza vanno segnalati alla Procura e segnaleremo alle società di revisione se alcuni elementi danno sospetti, facendole intervenire. E obbligheranno una svalutazione della plusvalenza fittizia".

Insomma, l'allarme è lanciato. Il calcio italiano, tra plusvalenze fittizie e debiti, rischia il collasso finanziario. Un primo assaggio di quel che potrebbe accadere si era già avuto in estate, con il deferimento di Chievo e Cesena e la conseguente penalizzazione di 3 punti dei veneti. Ma nuove ombre, ora, rischiano di allungarsi sul calcio italiano.

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