Lenglet a Goal: "Ho rifiutato la Juventus, non avrei avuto spazio"

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Qualche anno fa il difensore del Barcellona era stato contattato dalla Juventus: "Troppo presto, sono felice di non esserci andato".

Con una difesa che conta Chiellini e Bonucci, nella quale anche Benatia deve stare fuori il più delle volte, è difficile avere rimpianti. La Juventus ha probabilmente la rosa di centrali più forte al mondo, sempre pronta a migliorare la sua retroguardia con giocatori esperti e futuri campioni. Come Lenglet.

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Clement Lenglet, 23enne difensore del Barcellona, non sta vivenvo una stagione da assoluto top, ma è comunque giudicato come uno dei centrali difensivi più importanti per il futuro. In passato poteva essere della Juventus, ma da parte di un allora 18enne alle prime armi arrivò un no alla Vecchia Signora.

"Avevo giocato solo tre mesi nella seconda divisione francese quando la Juventus è venuta per farmi firmare con loro" ha confessato Lenglet in esclusiva a Goal. "Ma avevo diciotto anni e dietro di me solamente pochi mesi giocati da professionista".

Allora, si parla del 2012, la Juventus poteva contare su un Barzagli al top, nonchè su Chiellini, Bonucci e Caceres. Per le riserve niente da fare, BBC al potere e eventuali nuovi arrivati avrebbero dovuto vedere costantemente la partita dalla panchina. Soprattutto dall'alto dei soli 18 anni di Lenglet.

"Con la difesa che aveva allora la Juventus non avrei potuto giocare e progredire, non era un buon momento per lasciare il mio club" ha continuato Lenglet riguardo il rifiuto alla Juventus, quando militava nella squadra B del Nancy. "In questo momento sono molto felice per questa decisione, perché sono arrivato comunque in un club molto grande".

Lenglet ci ha anche parlato di Monchi, attuale dirigente della Roma che decise di portare il giovane francese a Siviglia nel 2017: "E' stato molto importante per il mio miglioramento, mi ha seguito da quando avevo 17 anni e appena ho potuto mi sono trasferito in Spagna. Mi ha sempre aiutato. Se lo vedo in una grandissima d'Europa? Per talento sì, può lavorare nei migliori club al mondo".

Quello che sta provando a diventare la Roma, sopratutto dopo la finale di Champions sfiorata la scorsa primavera.

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