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Serie A

Lega Serie A: fumata nera sul presidente e sui diritti TV

20:38 CET 26/01/18
Carlo Tavecchio 10262017
Altro nulla di fatto in Lega A in merito alla governance: nessun accordo per l'elezione dei 9 organi dirigenziali. Si tratta ancora per i Diritti Tv.

Si fa sempre più concreto il rischio di un nuovo commissariamento per la Lega di Serie A e di un commissariamento per la stessa FIGC. Ancora una volta, infatti, nell'Assemblea dei club del massimo campionato non è stata raggiunta alcuna intesa per l'elezione di una nuova governance.

Anche oggi i due gruppi con idee opposte, i riformisti e i lotitiani, si sono visti a parte, per cui nell'Assemblea odierna non c'è stata alcuna mediazione e non è stato possibile raggiungere il quorum di 14 voti che serve per ciascuna elezione.

Ora lunedì scadrà il commissariamento di Tavecchio, dopo di che Ezio Maria Simonelli sarà investito del ruolo di garante. I club di Serie A avranno tempo fino al 24 febbraio per darsi una governance, altrimenti Malagò darà luogo al commissariamento della FIGC oltre che della stessa Lega Calcio, a prescindere dall'esito delle elezioni federali di lunedì prossimo.

Intanto però sembra esserci ottimismo per il raggiungimento di un accordo in tempi ragionevoli: "Siamo avviati su una buona strada", ha sostenuto il presidente del Torino Urbano Cairo, e secondo i più ottimisti entro 10 giorni potrebbe sbloccarsi la situazione.

Manca ancora la fumata bianca anche sul fronte i Diritti Tv del triennio 2018-21, altro tema all'ordine del giorno. Giovedì è terminata la trattativa privata tra la delegazione della Lega e i dirigenti di Sky e Mediaset, e, secondo le indiscrezioni, non sarebbero stati fatti sostanziali passi avanti rispetto all'ultima offerta: Sky Italia avrebbe alzato la propria offerta sui pacchetti d1 e d2, che riguarda i diritti tv di 12 squadre della serie a per il triennio 2018-2021, ma solo leggermente e di circa 70 milioni, arrivando a 150 milioni.

Secondo quanto emerso infatti, l’Assemblea ha deciso di rifiutare le offerte di Sky (circa 70 milioni in più per il Pacchetto D) e di Mediaset (nessun rilancio al rialzo). Non essendo stato raggiunto il traguardo del miliardo e 50 milioni fissato come base d’asta, si è poi aperta la busta dell’intermediario indipendente spagnolo MediaPro, che ha messo sul piatto 950 milioni di euro più royalty. C’è ora la possibilità che venga avviato un terzo bando, per capire se sono possibili ulteriori rilanci.

Il commissario della Lega di Serie A, Carlo Tavecchio, ha spiegato: “Il nostro calcio non è così vituperato. Eravamo a quota 760 milioni, adesso siamo saliti a 950 e con le royalties si arriva al miliardo. E’ stato fatto un ottimo lavoro, ci sono anche i quasi 400 milioni dai diritti esteri e dalla Coppa Italia”.