Lapadula e la 'maledizione del 9' al Milan: "Io volevo il numero 10..."

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Lapadula è il nuovo idolo dei tifosi del Milan, il primo 9 del post Inzaghi che riesce ad imporsi. E Montella ora ne parla come un titolare: "Merita una maglia, con o senza Bacca".

Sempre più idolo, sempre più eroe, sempre più decisivo: Gianluca Lapadula si sta prendendo il Milan a forza di reti - 4 nelle ultime gare, media stratosferica di una ogni 85' giocati in campionato - ma non solo. L'attaccante ex Pescara è entrato nel cuore dei sostenitori rossoneri anche per la sua voglia di non mollare mai e dare tutto sul campo.

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Recuperi, rincorse e naturalmente goal, come si richiede ad una punta. Una cosa non esattamente naturale per chi al Milan ha vestito la maglia numero 9 dopo l'addio di Pippo Inzaghi.

Pato bis, Matri, Fernando Torres, Destro, Luiz Adriano: tutti hanno fallito con quella casacca rossonera sulle spalle. Lapadula ora ci scherza su: "La maledizione del numero 9? Io quando sono arrivato volevo il 10, poi era occupato...".

Prima da titolare al Meazza, subito 'battezzato' dall'italo-peruviano: "San Siro è sempre stata la Scala del calcio - si schermisce - Sono felice, ma ancora non ho fatto niente. Devo mantenere la testa sulle spalle".

Dal canto suo, Montella se lo coccola e difficilmente da ora in poi lo rispedirà in panchina, indipendentemente dalla disponibilità di Bacca, domenica in tribuna: "Ormai Gianluca merita una maglia, con o senza Bacca". I tifosi del Milan concordano.

 

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