L'agente di Verratti rilancia: "Io e Marco attaccati senza motivo"

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L'agente di Verratti, Di Campli, risponde alle critiche a 'Il Corriere dello Sport': "Ci considerano traditori, Al Khelaifi non vuole cederlo".

Come ogni estate pallonara che si rispetti ci sono dei tormentoni destinati a far discutere per diverse settimane, se non mesi: uno di questi è rappresentato dal pressing del Barcellona sul PSG per Marco Verratti, centrocampista titolare della Nazionale azzurra.

Il 24enne abruzzese sarebbe ben lieto di trasferirsi in Catalogna, stanco dei continui fallimenti in campo internazionale del suo club che da anni ormai prova, senza alcun successo, di fare la voce grossa anche in Europa e non solo in Francia.

Intervistato in esclusiva da 'Il Corriere dello Sport', il suo agente Donato Di Campli ha voluto rispondere alle critiche dei media parigini che hanno etichettato il suo assistito come 'traditore': "Il Barça punta su Marco almeno da un anno. Ma la situazione si è arroventata in questi giorni. In Francia, a Marco, che pure non proferisce parola e a me che ne sono il procuratore, stanno tirando addosso di tutto. Insulti, attacchi da destra e da sinistra, polemiche alla radio e in tv, bombardamento di tweet e post sui social. Traditore e mercenario sono gli epiteti più carini, oltre a 'Raiola di Francia' o 'l’'arricchito avvocato di provincia che s'’è montato la testa' ".

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C'è la volontà di restare a patto che arrivino altri grandi giocatori: "Punto primo. Io e Marco non siamo né ingrati né esosi. Siamo e saremo sempre riconoscenti al Psg per ciò che ci ha dato e ci dà: secondo te, si può vivere male a Parigi nelle condizioni in cui vive Marco? Certo che no. Marco conosce perfettamente quali siano i suoi impegni contrattuali con il Psg, ma è normale sia lusingato dalla prospettiva Barcellona. Chi non lo sarebbe, a 24 anni, nella stagione che porta ai mondiali? Punto secondo: vuole il Psg costruire una squadra finalmente competitiva in Europa che non si accontenti più di vincere o la Ligue 1 o la Coppa di Francia? Si parla molto di Mbappé e della stratosferica offerta di 150 milioni di euro al Monaco, ma, sinora, nuovi giocatori da Champions a Parigi non sono arrivati".

Il rifiuto del PSG alla proposta al Barcellona sembra avere motivi ben precisi: "E poi c'’è il punto quarto, che è il più importante. Riguarda Doha, dove ha sede il fondo sovrano del Qatar che, fra le molte altre cose, possiede il Psg. Il fondo è presieduto da Tamim bin Hamad al-Thani, l’'emiro del Qatar, le cui disponibilità finanziarie sono illimitate. Non cedere Verratti al Barcellona per 100 milioni è diventata una questione di orgoglio. Il club ha marciato al ritmo di 30mila maglie vendute a settimana. Sai che cosa mi ha detto Al-Khelaifi? C’è un contratto sino al 2021 e io non potrò mai cedere Marco perché lo considero il campione attorno al quale costruire un grande Psg e perché, se lo cedessi, mi giocherei il posto. A Doha non me lo perdonerebbero mai. Portare Verratti al Barcellona sarebbe come togliere Totti alla Roma".

A breve però ci sarà un summit con la dirigenza parigina: "E quindi presto incontrerò Al-Khelaifi e Antero. Per dire loro che Marco non si è montato la testa, che Marco è così forte da lasciarsi scivolare tutto addosso, le cattiverie, le malignità, le contumelie. Marco parlerà anche con Emery che lo ritiene indispensabile per la stagione del rilancio. I fatti dimostreranno quanto siano vere le convinzioni del tecnico. Credo che qualcosa succederà".

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