La Roma aspetta il nervoso Dzeko: non segna da 541 minuti

Commenti()
Getty Images
Dopo la perla all'esordio col Torino, Edin Dzeko si è fermato. E nel derby ha pure litigato con El Shaarawy. Dal Viktoria può partire la rinascita.

7 reti nelle ultime due partite, 6 punti d'oro che hanno rilanciato prepotentemente le quotazioni di una Roma balbettante, un derby vinto. Ma una piccola macchia, in un periodo che per i giallorossi trasuda finalmente serenità, c'è: dov'è finito Edin Dzeko?

Con DAZN avrai oltre 100 match di Serie A in esclusiva e tutta la Serie B IN STREAMING, LIVE E ON DEMAND

Anche sabato, contro la Lazio, l'ex centravanti di Wolfsburg e Manchester City è rimasto a secco. Ed è una notizia per uno come lui, che nelle scorse due stagioni ha timbrato rispettivamente 29 e 16 volte. Uno per il quale scendere in campo ha lo stesso significato di segnare, due azioni fuse in una sola, tanto è intimo il suo rapporto con le reti avversarie.

Quest'anno, la macchina bosniaca si è imprevedibilmente inceppata. Nulla di definitivo, perché siamo pur sempre alla settima giornata di campionato, ma intanto il tabellino personale di Dzeko è fermo a quel goal - bello, formidabile, da 3 punti - segnato al volo in casa del Torino alla prima giornata.

Era il preludio della solita stagione da grappoli di reti, e invece le settimane successive hanno rivelato tutt'altro: Dzeko si è fermato e non ha più superato nessun portiere, prolungando sempre più una sterilità offensiva che comprende anche i 90 minuti disputati in casa del Real Madrid all'esordio in Champions League. Lo scorso anno, per dire, a questo punto della stagione Edin era già a quota 8 tra campionato e coppa.

A complicare ulteriormente il quadro della situazione, ecco un nervosismo non insolito per Dzeko, ma ricomparso improvvisamente nella ripresa della stracittadina di sabato. A scatenare la sua furiosa reazione è stato un mancato passaggio smarcante di El Shaarawy, che ha preferito la conclusione (respinta). Due azioni dopo è stato lui a non servire il compagno, libero. E quando Di Francesco si è rivolto a lui per spronarlo, è stato quasi ignorato.

"Dzeko nervoso? In certe situazioni aveva anche ragione, perché doveva essere servito meglio - ha detto il tecnico al termine della gara - Ma in ogni caso io non mi aspetto da lui qualità che non ha. Non gli chiedo di rincorrere i mediani. Io me lo tengo stretto e sono certo che da domani penserà solo a segnare al Viktoria Plzen".

La Roma, insomma, aspetta. Con pazienza e con fiducia. Nonostante parte del suo pubblico abbia già mostrato un certo principio d'insofferenza durante il match contro la Lazio, con qualche mugugno e qualche protesta a ogni tocco o stop sbagliato (non pochi) da Dzeko. Il quale ha comunque battagliato gagliardamente con Acerbi, senza perdere il duello: sua la spizzata che ha aperto la strada all'1-0 di Pellegrini.

Contro il Viktoria Plzen, teoricamente la formazione più morbida del girone, Dzeko spera di iniziare una vecchia/nuova vita. Una vita non certo dimenticata, perché il goal non si dimentica mai, ma sfuggita di mano per qualche settimana. Fanno 541 minuti senza trovare la via della porta avversaria. Troppi, per uno come lui. Da domani è tempo di tornare alla normalità.

Chiudi