"La fine del calcio italiano": il libro di Bellinazzo non fa sconti a nessuno

In un libro edito da Feltrinelli, Marco Bellinazzo racconta da Italia'90 a oggi i motivi del declino (quasi?) senza fine del calcio italiano.

Lo stiamo constatando, amaramente, dallo scorso 15 giugno: l’Italia a Russia 2018 non c’è, e il dolore per le feste di piazza e le pizzate con gli amici saltate è acuito dal fatto che questa Coppa del mondo, così aperta alle sorprese, tutto sommato avrebbe potuto anche regalare delle soddisfazioni agli azzurri.

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L’Italia è invece davanti alla TV, a tifare magari per una Nazionale “adottata” per qualche settimana. Ma come è stato possibile tutto ciò? Marco Bellinazzo, firma de “Il sole-24ore” e nostro collaboratore, punto di riferimento per tutto quanto riguarda calcio e finanza, è partito da molto lontano per cercare di spiegare le ragioni dell’”Apocalisse”.

Ne è uscito un libro, “La fine del calcio italiano”, per nulla indulgente sin dal titolo, che non risparmia nulla al movimento calcistico italiano, capace di un’impresa al contrario senza precedenti: dilapidare in meno di 30 anni un vantaggio competitivo enorme sotto ogni aspetto, passando da “campionato più bello del mondo” a lega comprimaria, sorpassata anche da realtà un tempo periferiche come Francia e Germania.

La scansione dei capitoli è non solo cronologica, ma segue volutamente, di quadriennio in quadriennio, i Mondiali di calcio che si sono disputati dal 1990 a oggi. Si parte così da Italia’90, l’apice della potenza del calcio tricolore e insieme l’inizio della fine, testimoniato dal gigantismo fine a se stesso di buona parte degli stadi costruiti per l’occasione.

Mondiale dopo Mondiale, quadriennio dopo quadriennio, il calcio italiano perde per strada qualche pezzo: assenza o boicottaggio delle infrastrutture e dell’innovazione, scandali, instabilità a livello di Lega e FIGC, litigi e miopie sui diritti TV e sulle strategie di ricavi a medio termine, ovviamente il punto di non ritorno di Calciopoli, a poche settimane di distanza dall’inebriante gioia di Berlino, l’arrivo di proprietà straniere non sempre accompagnate da progetti limpidissimi. Senza dimenticare la grande occasione perduta della mancata assegnazione degli Europei 2012, che avrebbe potuto rappresentare l’occasione d’oro per un rinnovamento politico e strutturale.

Italia'90 Italia Argentina

Marco Bellinazzo espone i fatti nudi e crudi in una sequenza documentata, approfondita e in certi passi abbastanza sconfortante, anche alla luce delle difficoltà che stanno emergendo nelle categorie al di sotto della Serie A: tuttavia, lascia aperta una speranza conclusiva sul fatto che la “fine del calcio italiano” sia in realtà semplicemente una brusca interruzione. O ancora meglio, la partenza di un nuovo inizio, all’altezza di un grande passato da guardare non con nostalgia fine a se stessa, ma come punto d’orgoglio per rimboccarsi le maniche per il bene comune.

Marco Bellinazzo, “La fine del calcio italiano. Perchè siamo fuori dai Mondiali e come possiamo tornarci da protagonisti”, Feltrinelli, 316 pagine, 18 euro.

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