La favola di Gerbino Polo: "Ora segno goal a raffica in Svezia"

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IF Brommapojkarna
Ecco la storia di Luca Gerbino Polo, attaccante italiano emigrato in Svezia a 'Tuttosport': "Ora segno con il Brommapojkarna, in Italia solo falsità".

In Svezia c'è un giocatore italiano riscopertosi bomber quasi per caso in queste ultime stagioni: Luca Gerbino Polo è un trevigiano di quasi 30 anni che nel 2013 ha preso la coraggiosa decisione di lasciare l'Italia per dare una svolta alla sua carriera. E pare esserci riuscito.

Intervistato in esclusiva da 'Tuttosport', ha raccontato i suoi inizi nei vari campionati italiani: "Ho giocato tra i Dilettanti fino ai 18 anni. Ero nel giro della Nazionale, ho fatto un provino al Ravenna, è andato bene. Eravamo in C1, abbiamo vinto il campionato nel 2007 con Dino Pagliari in panchina. Poi in prestito al Giulianova e ritorno per due anni in Romagna. Fabbri cede la società ad Aletti che, in pochi mesi, stabilisce un record, facendo fallire prima il Ravenna e poi la Triestina.

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Poi la decisione improvvisa: "La mia ragazza è mezza italiana e mezza svedese, mi sono trasferito a Stoccolma. Ho provato prima un mese con l’Fc Syrianska, poi sono finito nel Valsta Syrianska, in terza serie. Sono club di emigrati siriani, si sono rivelati il mio peggiore errore: solo disorganizzazione. Nel 2016 sono andato all’Akropolis, nato negli anni Sessanta con gli emigrati greci. Io sono un centravanti classico, un pennellone. Mi servono cross per dare il meglio, e arrivano: segno 25 gol in 26 gare (una la salto per squalifica), batto il record di reti nella C svedese".

Goal a grappoli che gli consentono di farsi notare da un ex juventino: "Quest’anno mi chiama Olof Mellberg, l’ex difensore della Juve, che allena il Brommapojkarna. Vuol dire i ragazzi di Bromma, il quartiere dove abito. L’obiettivo è la promozione in A, stiamo andando molto bene: primi con largo margine. Sono molto contento, in Svezia sto alla grande".

Nessuna nostalgia dell'Italia: "La Svezia è bella perché c’è serietà nei rapporti, le persone sono dirette e trasparenti. Quello che manca in Italia. Penso a tanti che conosco, che giocano in D e meriterebbero di più, ma sono fuori dai giri giusti. Nel calcio italiano domina la falsità. Non è bello. Non ho nessun rimpianto".

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