La Champions e l'ascesa dello Sheriff Tiraspol: la squadra di un Paese che non esiste

Getty

Se vogliamo limitarci a discorsi prettamente calcistici, lo Sheriff Tiraspol ha infranto diversi record : per la prima volta si è qualificato ad una fase a gironi di Champions League. Ma non è tutto, perché è stata anche la prima squadra della Moldavia a farlo. Almeno ufficialmente, diciamo.

Già, perché in realtà se lasciamo un attimo da parte le questioni di campo e ci spingiamo fino a quelle della geopolitica, ci addentriamo in un campo abbastanza minato: Tiraspol, infatti, è la capitale dell’autoproclamata Repubblica Moldava di Pridnestrov'e, un paese che – di fatto – non esiste , perché non fa parte dell’ONU e, dunque, non è riconosciuto dai suoi membri. Un paese che, però, ha i suoi confini, le sue leggi e addirittura la sua moneta. Un paese che nasce da una regione, la Transnistria che non si riconosce nella Moldavia, ma la squadra della sua capitale gioca (e spesso e volentieri vince) il campionato moldavo.

Lo Sheriff, infatti, si è aggiudicato ben diciannove degli ultimi ventuno titoli assegnati . Insomma, un dominio incontrastato e neanche troppo ben visto dalle autorità locali, perché – giusto per aggiungere un’ulteriore aurea di mistero – il club è stato fondato da due ex dirigenti del KGB , disposti ad investire tantissimo nell’espansione europeistica della squadra.

L’obiettivo era abbastanza chiaro fin dall’inizio: costruire una società solida in grado di primeggiare in Moldavia, per poi conquistare la principale vetrina calcistica internazionale. Dopo aver sfiorato l’obiettivo in diverse occasioni, quest’anno la squadra l’ha finalmente raggiunto, superando ostacoli decisamente impegnativi come Stella Rossa e Dinamo Zagabria. E alla prima assoluta si è pure tolto lo sfizio di battere lo Shakhtar Donetsk di Roberto de Zerbi con un 2-0 impronosticabile alla vigilia.

SHERIFF TIRASPOL

Non solo: ha fatto la storia battendo il Real. A Madrid. E ha celebrato sui social il successo storico con un filmato del goal decisivo, ripreso direttamente dalla tv. Non c'è copyright che tenga di fronte alla storia. Quella che ha scritto il lussemburghese Sèbastien Thill, che sul polpaccio ha tatuato sé stesso che sogna la Champions League. Sogno realizzato.

Un doppio monito per l’Inter sul fatto che lo Sheriff non sia arrivato in Champions League per caso, ma sulle questioni di campo torneremo tra un attimo. Qualcuno sostiene che la vetrina calcistica sia anche un mezzo per portare all’attenzione del Mondo la situazione della Transnistria , appunto, e a giudicare dalla “pubblicità” che questa qualificazione alla Champions ha portato, se questo fosse mai stato effettivamente l’obiettivo, non si può dire che non sia stato raggiunto.

D’altronde, da una parte c’è la Russia, che – si dice - vorrebbe avocare a sé la regione, dall’altra due ex dirigenti del KGB che, per hobby, diciamo così, hanno deciso di scalare le gerarchie del calcio europeo e riscrivere la storia. Per farcela raccontare meglio questa storia, abbiamo contattato Roberto Bordin , ex giocatore (tra le altre) di Atalanta e Napoli e attualmente Commissario Tecnico della Moldavia, ma in passato anche Mister dello stesso Sheriff (dal 2016 al 2018), che è riuscito a portare alla fase a gironi dell’Europa League, conquistando anche nove punti (senza però riuscire a guadagnarsi i sedicesimi di finale).

Quando sono stato contattato, ovviamente, neanche io sapevo dove si trovasse Tiraspol , ma mi avevano accennato che il progetto era estremamente serio ed ambizioso, così sono andato a vedere. E, sinceramente, quello che ho visto è andato oltre le più rosee aspettative . In tanti anni di calcio, non avevo mai visto un centro sportivo così all’avanguardia : nel 2016 c’erano già venti campi in erba, tre stadi all’interno della stessa cittadella, uno da 14mila posti per le partite, un altro da 10mila spettatori e uno da 5mila addirittura coperto, che ci consentiva di allenarci con qualsiasi condizione meteo, un vantaggio importante per squadre che giocano a quelle latitudini.

Oltre a questo, c’è una piscina da 50 metri, la foresteria per i giocatori, le camere, il ristorante e un blocco iniziale ultra-moderno e attrezzato, che ospita la sede del club. Per un allenatore, semplicemente un sogno : dovevo solo scegliere quale campo usare, i giocatori erano sempre a disposizione, alcuni vivevano addirittura all’interno del centro sportivo. Parliamo di strutture al livello dei principali club europei . Già allora erano chiare ed evidenti le ambizioni”.

Roberto Bordin PS

E infatti Mister Bordin si aggiudica due campionati e una coppa nazionale, oltre all’esperienza in Europa League di cui abbiamo parlato. Successivamente, sceglie un’altra avventura in Azerbaigian al Neftchi Baku, prima di tornare in Moldavia come Commissario Tecnico nel febbraio scorso e ritrovare, se possibile, uno Sheriff ulteriormente cresciuto in consapevolezza e qualità.

"Le risorse economiche spiegano i risultati solo in parte, dietro in realtà c’è grandissima competenza. Ricordo che quando sono andato a discutere le condizioni del contratto eravamo in una sala con una grande TV che trasmetteva una partita dell’Atletico Madrid: sia il Presidente (Victor Gushan, ndr) che il Direttore Generale del club (Varzha Tarkhnishvili, ndr), conoscevano tutto dei ventidue giocatori di quella gara.

Il Presidente è un grande conoscitore di calcio, ma è il Direttore Generale che svolge un grandissimo lavoro di scouting, andando a scandagliare tutti i campionati del Mondo, scegliendo il meglio, ovviamente compatibilmente con le possibilità societarie, che comunque sono notevoli”.

Giocatori che – stando a Bordin – non si accontenteranno di certo dei risultati raggiunti, né accetteranno il ruolo di vittime sacrificali, ma piuttosto proveranno a stupire ancora tutto il Mondo del calcio per prolungare quella che potrebbe essere la nuova favola della Champions League , dopo quella scritta dalla nostra Atalanta:

“Ovvio che, in un girone con Real Madrid, Inter e Shakhtar Donetsk, non sarà per niente facile. Al di là degli spagnoli e dei nerazzurri, recentemente sono andato a visionare anche la squadra di De Zerbi e sono rimasto impressionato. Ad ogni modo, anche lo Sheriff ha qualità e dalla sua avrà la possibilità di giocare senza alcuna pressione. Saranno gli altri a dover fare la partita ed essere obbligati a vincerla. Un po’ quello che è successo nei preliminari e lo Sheriff ha già dimostrato in quell’occasione di potersela giocare alla pari pur contro avversari più blasonati e, sulla carta, superiori”.

Sulla carta, però. Perché poi, invece, deve essere il campo a parlare. E Bordin ha qualche suggerimento per Simone Inzaghi.

“Traoré è un attaccante molto potente, di grande fisico ma anche di buone qualità tecniche. E’ molto forte ed interessante, salta con grande facilità l’avversario diretto ed è dunque in grado di creare superiorità numerica”.

Un aspetto che sappiamo essere fondamentale nel calcio moderno. Il 26enne bomber maliano è stato sicuramente l ’eroe della qualificazione , grazie alla doppietta realizzata alla Dinamo Zagabria nella gara di andata dei play-off, ma lo Sheriff non è certamente Traoré-dipendente.

“E’ chiaro che alla fine le grandi individualità fanno sempre la differenza, ma certi risultati si raggiungono solo di squadra. Lo Sheriff può contare su un’ottima guida tecnica (l’ucraino Vernydub, ndr) e su un gruppo di livello, nel quale spicca sicuramente Traoré, ma anche Cristiano da Silva (terzino brasiliano classe ’93, ndr) e Frank Castaneda (attaccante colombiano classe ’94, ndr). Il primo lo conosco molto bene perché l’ho allenato, il secondo è il capitano ed è un ottimo giocatore”.

Insomma, Simone Inzaghi è avvisato visto che Roberto De Zerbi e Carlo Ancelotti lo hanno già provato sulla sua pelle: la squadra di un Paese che non esiste , non può non celare qualche mistero…