Kalinic racconta Gattuso: "Un pazzo, ma in senso buono"

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Nikola Kalinic spiega cosa non è andato al Milan: “Non ho fatto la preparazione con la squadra ed ho avuto problemi fisici”.

Nikola Kalinic, in estate, ha lasciato il Milan e, dopo un Mondiale durato meno del previsto con la Croazia, si è trasferito in Spagna all'Atletico Madrid dove fino ad ora ha totalizzato solamente sei presenze e nessuna da titolare.

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In una lunga intervista ad 'AS', l'attaccante croato torna a parlare della sfortunata avventura con la maglia rossonera: “Al Milan per me è stata dura: non ho potuto fare la preparazione estiva con la squadra e mi allenavo da solo a Spalato attendendo il trasferimento. Sono arrivato a stagione in corso, poi ho avuto tanti problemi fisici. Il Milan è un grande club, abituato a lottare per titoli e vincerli, e vogliono risultati molto rapidamente: avevamo undici giocatori nuovi, c’è bisogno di tempo per costruire qualcosa. Auguro ai rossoneri il meglio, meritano di lottare per la Champions”.

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Kalinic elogia il suo ex allenatore Gennaro Gattuso: “È incredibile: fuori dal campo scherza e ride tanto, un tipo di compagnia. Ma quando ti alleni o sei in campo dà tutto e vuole tu dia tutto. Ti mette pressione. È pazzo, in senso buono: una gran persona. Credo il Milan arriverà lontano con lui”.

Come dichiarato anche da Kalinic, all'Atletico Madrid con Griezmann e Diego Costa non è facile trovare spazio ma Simeone conta su di lui: “Simeone mi ha detto che mi voleva e che avrei giocato molte partite, che ci sarebbero state molte opportunità per tutto. Quando vieni in un club così sai che non è semplice avere minuti e spazio, con attaccanti di altissimo livello come Diego Costa e Griezmann. Non so quanto giocherò, nessuno lo sa, ma approfitterò di ogni opportunità: Simeone mi ha chiesto ciò che chiede agli altri attaccanti, aiutare la squadra per prima cosa. Poi, cercare di generare spazi per gli inserimenti. Non ti si chiede di pensare al gol, l'importante è il collettivo”.

Infine rivela chi è il suo idolo: “Mi ispiravo a Ibrahimovic, amo questo tipo di attaccanti: non so fare ciò che fa lui e mai probabilmente potrò, ma amo vederlo giocare”.

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