Juventus-SPAL, Antenucci aspetta Ronaldo: "Gli chiederò la maglia"

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Mirko Antenucci sogna: "Sono milanista, ma sabato voglio la maglia di Cristiano Ronaldo. In cambio gli darei la mia: sette per sette...".

Sabato alle 18 la SPAL va in scena all'Allianz Stadium di Torino contro la Juventus. Una sfida difficile, che arriva un momento pessimo per gli uomini di Leonardo Semplici. Due sconfitte e un pareggio nelle ultime 3 uscite, dopo un avvio eccellente di stagione. L'ultima vittoria risale al 20 ottobre, con il 2-0 in casa della Roma.

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Un trend da invertire, come sa il capitano biancoazzurro, Mirko Antenucci. Sarà lui a dover trascinare i ferraresi contro la Juventus, in una sfida tra '7' contro Cristiano Ronaldo. MA7, intervistato da La Gazzetta dello Sport, già sogna l'incontro col portoghese. "Gli chiederò certamente la maglia, magari cercherò una sponda prima della partita, vediamo. Diciamo che ci spero: se poi lui vorrà la mia, no problem...". D'altronde, ogni giocatore fa la sua collezione: "Io gliela chiedo. Se lui vuole la mia, sette per sette...".

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La Juventus affronta la SPAL dopo la sosta e prima di un vero tour de force, tra Champions e campionato. Ma Antenucci è sicuro che i bianconeri avranno molta voglia di vincere. "Per molti dicono potrebbero sottovalutare le avversarie in campionato, perché tanto poi la vincono al minuto che vogliono. Non credo sia così: sanno far male sempre, perché costruiscono minuto dopo minuto. Mentalità pazzesca, e dovremo averla anche noi per tenergli testa. L’exploit lo facemmo un anno fa, con lo 0-0 al Mazza. Ora chissà". E se dovesse riaccadere..."Io sono milanista... E ho detto tutto".

Le difficoltà per la formazione di Semplici stride col gioco mostrato ad inizio stagione, quando gli spallini ottennero 3 vittore nelle prime 4 giornate. Ma a chi dice che gli emiliani hanno subito un contraccolpo, Antenucci risponde convinto: "Non ci ha fatto nè male né tantomeno perdere la cognizione della realtà e dei nostri limiti. Il nostro chiodo fisso rimane uno solo: salvarci, e la classifica ad oggi è in linea con quell’obiettivo".

Per la sua gavetta che ha fatto, prima di arrivare in Serie A, come uomo simbolo di una squadra, Antenucci è visto come simbolo di lavoro, di dedizione, di costanza. Eppure sembra strano che nessun top club, almeno italiano, abbia messo gli occhi su di lui. "Fino a 23 anni ho giocato in C. In Serie A ho giocato per due stagioni a Catania e forse non ero pronto. Per come sono fatto, ho preferito essere protagonista in B invece di mettermi o rimettermi in discussione in Serie A".

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