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Champions League

Juventus, serve una prova di maturità: col Tottenham vietato fallire

14:41 CET 11/12/17
Juventus celebrating Juventus Crotone Serie A
I bianconeri, reduci da due finali di Champions negli ultimi tre anni, contro gli Spurs sono chiamati a fornire un'importante prova di maturità.

Sarebbe potuta andare peggio. Ma non sarà una passeggiata. La Juventus, per quanto concerne gli ottavi di Champions League, se la dovrà vedere con il Tottenham. Sfida inedita in termini di incontri ufficiali, mentre in amichevole queste due squadre si sono già affrontate. L'ultima volta ad agosto – presso la splendida cornice di Wembley – dove si sono imposti gli inglesi per 2-0 con reti di Kane ed Eriksen.

E proprio questi due top player, assieme a Dele Alli, rappresentano pienamente i punti di forza di una squadra tecnica e fisica. In Premier League, attualmente, gli Spurs vantano la sesta piazza a quota 28 punti. Mentre in Champions League, profondendo una vera e propria prova di forza, i londinesi si sono imposti nel gruppo H davanti a Real Madrid e Borussia Dortmund.

Le inglesi, solitamente, si divertono a rovinare i piani bianconeri nell'Europa che conta. La Juventus, infatti, nelle ultime cinque volte che ha incontrato una compagine d'oltremanica in doppio confronto ha sempre ottenuto l'eliminazione. L'ultimo successo – nella Coppa delle Coppe – è datato stagione 1983-84 contro il Manchester United. Insomma, la Signora è chiamata a cambiare ruolino di marcia. E, mai come questa volta, può farlo.

Massimiliano Allegri, portando due volte la truppa piemontese in finale, ha ampiamente dimostrato di avere una certa affinità con la Champions League. Detto questo, il Tottenham ha avuto già modo di superare l'allenatore livornese, battendo il suo Milan in occasione degli ottavi nella stagione 2010-11. Altre squadre e, soprattutto, altro tecnico.

Max, da quando è approdato sotto la Mole, è cresciuto sensibilmente nella sua totalità, diventando uno dei profili più apprezzati su scala europea. Ora, però, la Juventus dovrà confermare quanto di ottimo proposto nelle ultime annate. Berlino e Cardiff fanno capire come Madama si sia tolta la paura di misurarsi fuori dai confini nostrani, al tempo stesso tuttavia a Torino – in questa competizione – il successo manca dal 1996. Troppi anni per una società di tale caratura.

Gli Spurs, pianificando adeguatamente ogni mossa, hanno trovato in Mauricio Pochettino un manager capace e innovativo. Il 45enne allenatore argentino, sondato nei mesi scorsi anche dall'Inter, si affida a due sistemi di gioco: 3-4-2-1 e 4-2-3-1, quest'ultimo utilizzato dopo l'infortunio di Alderweireld. Nelle ultime sessioni di mercato, con l'obiettivo di allungare le rotazioni, il Tottenham ha portato a casa innesti importanti. Ecco, dunque, che entra in ballo una vecchia conoscenza juventina: Fernando Llorente.

Il 32enne centravanti di Pamplona, dopo l'ottima annata trascorsa tra le fila dello Swansea, è passato nella capitale inglese per circa 13 milioni di euro. Cifra che, considerando l'addio con rescissione consensuale dai torinesi nel 2015, sottolinea quanto il mondo calcistico sia volubile. E proprio il bomber spagnolo, sfoggiando la casacca del Siviglia, ha già regalato un dispiacere ai tifosi bianconeri: colpo di testa a fulminare Buffon e Juventus nelle mani del Bayern Monaco. Il resto è storia. Il presente, invece, è ancora tutto da scrivere.