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Champions League

Juventus-Real Madrid: Signora più consapevole rispetto a Cardiff

07:07 CET 17/03/18
Real Madrid Juventus Champions League
I bianconeri ancora una volta trovano nel proprio cammino la compagine spagnola. Rispetto a Cardiff però questa doppia sfida ha un altro significato.

Coppa Campioni o Champions League non fa differenza: i dolori dominano le gioie. Va così per la Juventus, che ha saputo conquistare solamente due finali su nove dell'Europa che conta, rimediando delusioni tanto cocenti quanto indelebili.

L'ultima amarezza, datata 3 giugno 2017, per mano del Real Madrid. Un sonoro 4-1 in salsa gallese all'insegna della manifesta superiorità. D'altronde, le merengues in questa manifestazione conoscono solamente il verbo vincere. Ammontano infatti a dodici le gioie del club spagnolo, le stesse ottenute – cumulativamente– dalle formazioni italiane.

Neanche il tempo di smaltire la sconfitta di Cardiff. Questo sarà stato il pensiero dello spogliatoio bianconero. Tanti i big del passato che a suon di estrazioni hanno regalato alla Juventus sorteggi maligni. L'ultimo, in ordine di tempo, Andrij Shevchenko (bestia nera dal dischetto a Manchester), direttamente dall'urna di Nyon. Ai quarti di finale sarà nuovamente Juventus contro Real Madrid. L'andata andrà in scena il 3 aprile presso l'Allianz Stadium; il ritorno si terrà l'11 dello stesso mese presso la splendida cornice del Santiago Bernabéu.

Davide e Golia. Questa volta, però, con la consapevolezza dei ruoli . Nell'ultimo appuntamento, al netto di un oggettivo divario tecnico, la Vecchia Signora ha peccato di presunzione, accarezzando l'idea di battere agevolmente la regina d'Europa. Invece, storia alla mano, non è andata così. Anzi, specialmente nella ripresa del Millennium Stadium si è avvertito un complesso di inferiorità devastante. Il resto, cioè tutto, porta il nome di Cristiano Ronaldo. Uno che alle parole preferisce da sempre i fatti. D'altro canto i numeri non hanno bisogno di spiegazioni: 7 reti in 5 partite affrontando la Juventus, più un assist a consolidare una statistica mostruosa.

La buona notizia per i campioni d'Italia è che non sarà una gara secca. Due volte i bianconeri hanno affrontato il Real Madrid ai quarti. Nell'edizione 1961/62 passò la compagine iberica grazie alla vittoria nello spareggio, mentre nel 1995/96 ebbe la meglio Madama, che successivamente alzò il trofeo. Su questo filone, il ricordo più fresco resta il sussulto dei piemontesi in semifinale nel 2014/2015. Mattatore: Morata. Gioia, comunque, effimera. Ogni riferimento al Barcellona, in quel di Berlino, è puramente voluto.

Difficile, per non dire impossibile, pronosticare il cammino di questa Juventus. A Wembley, al netto delle pene patite a causa dei velocisti del Tottenham, Buffon e compagni hanno messo in campo carattere e personalità; cocktail micidiale se vuoi fare la voce grossa. E proprio il 40enne portiere carrarino, giunto probabilmente all'ultima chiamata in Champions League, può rappresentare una motivazione in più. I compagni del campione azzurro proveranno – fino alla fine – a regalare al migliore portiere di tutti i tempi un trofeo che darebbe ulteriore prestigio a una carriera monumentale e irripetibile.

I fuoriclasse fanno e faranno la differenza. Nella passata stagione, l'11 aprile Dybala asfaltava il Barcellona – ai quarti – con una doppietta maestosa. Ora, a distanza di un anno, il globo bianconero auspica che la Joya possa punire un'altra spagnola. In prima linea, mai banale, il vice presidente juventino Pavel Nedved: “Tocca a Paulo fare la nostra storia, secondo me può fare anche quella mondiale. Ultimamente l'ho visto molto professionale e questo mi fa ben sperare, può solo migliorare ”. Chiamatela, se volete, investitura.