Juventus, Ramsey si racconta: "Ho un'incredibile opportunità"

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Aaron Ramsey rivela le impressioni delle sue prime settimane alla Juventus e il primo incontro con Ronaldo: "Molto accogliente, rompe il ghiaccio".

Colpaccio a parametro zero della Juventus, finalmente Aaron Ramsey si sta integrando. Gli infortuni sono alle spalle e nel nuovo 4-3-1-2 con cui Sarri sta sempre più spesso vestendo la Signora, è il gallese - tornato in nazionale dopo diversi mesi - a dirigere il traffico dietro le due punte.

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Quali sono le sensazioni di Ramsey nel cambiare completamente squadra, paese e cultura calcistica? Lo racconta alla 'BBC' lo stesso ex centrocampista dell'Arsenal.

"Ho un'incredibile opportunità in un club enorme. Ora penso solo a questo. Spero di poter aiutare i miei compagni di squadra e il mio club a realizzare grandi cose".

Com'è stato incontrare Cristiano Ronaldo per la prima volta? Secondo Ramsey, un'esperienza... normale.

"E' stato come con tutti gli altri, molto accogliente. Certo, è uno dei più grandi calciatori del mondo ma è solo un uomo normale. Rompe subito il ghiaccio e ti fa sentire come se stessi parlando con chiunque altro. C'è un sentimento familiare in tutto il club. Ognuno gioca con un solo obiettivo: vincere partite e trofei. Tutti sono molto concentrati su ciò che devono fare".

Ramsey paragona il trasferimento dal Cardiff all'Arsenal, quando non era ancora maggiorenne, e quello dai Gunners alla Juventus. In entrambi i casi, un salto in alto non semplice.

"Ma allora era un po' diverso. Avevo 17 anni, quindi quando sono entrato nello spogliatoio dell'Arsenal è stata un'esperienza complicata. Ora devo mettermi alla prova con i miei nuovi compagni di squadra, un nuovo staff e nuovi tifosi Ma giocao da molto tempo. So cosa sono in grado di fare. Devo soltanto dimostrarlo".

Aaron Ramsey Paulo Dybala Juventus Verona

Con l'italiano come va? Secondo Ramsey, che si è già cimentato parzialmente con la nostra lingua nella conferenza di presentazione, sempre meglio.

"Se ho intenzione di impararlo? Sì, naturalmente. È estremamente importante. Tutte le riunioni della squadra sono in italiano; la maggior parte dei giocatori parla italiano. Ma non è solo per motivi calcistici. Quando vai in un ristorante o fai benzina, alcune persone non parlano inglese. È importante parlare la loro lingua e impegnarsi davvero a inserirti nella loro cultura e comprenderla. Potrebbe volerci un po' di tempo - ho imparato alcune parolacce in allenamento - ma sto imparando e spero di poterlo parlare un giorno".

Chiusura con Maurizio Sarri, lo scorso anno suo rivale a Londra e oggi suo allenatore alla Juventus.

"Finora è stato fantastico. Ci sono state nuove idee su cui stiamo lavorando duramente per cercare di metterle in pratica. A volte non hanno funzionato come avremmo voluto, ma altre volte sì. Stiamo lentamente migliorando per fare ciò che vuole implementare e comprendere maggiormente i nostri ruoli e responsabilità. Sappiamo che altre squadre sono migliorate e stanno cercando di contrastarci. Ma qui c'è tutto per vincere ed è quello che vogliamo".

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