Juventus, parla Agnelli: "Ajax grande scuola, esempio per il settore giovanile"

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A margine dell'evento "Seconde squadre: analisi e prospettive nel contesto italiano", Agnelli ha parlato anche del modello Ajax.

Seconde Squadre: analisi e prospettive nel contesto italiano” è il titolo del convegno organizzato da Lega Pro, ospitato dalla Juventus allo Stadium. Un incontro che ha visto protagonisti anche Gabriele Gravina (presidente della FIGC), Francesco Ghirelli (presidente della Lega Pro), Demetrio Albertini (presidente settore tecnico FIGC) e Giuseppe Marotta (Consigliere Federale FIGC e ad dell'Inter).

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Tra i vari interventi, quello del padrone di casa Andrea Agnelli, che ha preso come esempio l'acquisto di Morata.

 "Quando noi acquistiamo Morata dal Real, è un giocatore del Castilla, ma quando lo prendiamo noi ha già una decina di presenze in Liga e 4-5 presenze in Champions tra cui la finale vinta. Quindi, questo è un ragazzo in fase di formazione che ha già raccolto esperienze importanti. Evidente che se vogliamo giocatori pronti per giocare certe partite, devono farlo. Nicolussi era in panchina e ha provato l'esperienza di vivere un ottavo con i grandi. Queste esperienze i ragazzi devono farle. Io non sono un tecnico e lascerò i dati ai tecnici, ma bisogna guardare e avere uno sguardo su cosa succede a livello internazionale, perché non bisogna inventare una nuova ricetta, basta verosimilmente copiare".

Il presidente della Juventus ha spiegato poi l'importanza delle seconde squadre.

 "Le seconde squadre esistono in tutta europa, solo l'Inghilterra fa eccezione. Io trovo indispensabile per la crescita di un ragazzo di 19, 20, 21 anni, prendere botte dai 35enni. Questo gli permette di crescere. I risultati ottenuti dagli altri sono sotto gli occhi di tutti. Se guardiamo i vincitori dei campionati del mondo o d'Europa degli ultimi anni, i ragazzi sono formati all'interno delle seconde squadre".

A margine, in conferenza stampa, inevitabile una domanda sull'Ajax, prossimo avversario della Juventus in Champions League.

"Bisogna riflettere sui paesi come l'Olanda che non hanno i mezzi di altri e restano competitivi nel tempo. Se noi pensiamo alla storia del calcio, una volta la differenza la facevano le metropoli, poi con l'accesso delle tv i mercati hanno cominciato a fare la differenza. Gli altri paesi, invece, hanno dovuto continuare nella loro tradizione di coltivazione dei settori giovanili per rimanere competitivi. L'Ajax da questo punto di vista ha fatto una grandissima scuola e questo è l'esempio principe che anche un mercato senza risorse economiche attraverso la politica sportiva possono esserci società di alto livello internazionale. L'Ajax oggi è ai quarti, ma l'abbiamo visto in finale di Europa League due anni fa. Quindi il sistema deve andare avanti".

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