Juventus-Napoli: Pirlo a caccia del primo trofeo da allenatore

Andrea Pirlo Juventus Ferencvaros
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Missione nella missione per il bresciano: battere il Napoli in Supercoppa Italiana per conquistare il primo titolo da tecnico.

Siamo insomma al dunque. Con la Juventus chiamata a riscattarsi dopo i due ceffoni incassati a San Siro contro l'Inter. E con Andrea Pirlo alle prese con una vigilia che, per lui, conta tanto per non dire tantissimo.

Da una parte, nell'imminente appuntamento targato Supercoppa Italiana, il Napoli del vecchio caro amico Rino Gattuso. Dall'altra, per il bresciano, l'opportunità di conquistare il primo successo da allenatore. 

Le due cose, secondo i desideri bianconeri, dovrebbero andare di pari passo. Ovvero: superare gli azzurri per rimpolpare la bacheca. Un modo per archiviare la cocente sconfitta in terra meneghina, un modo per iniziare a fare sul serio.

Non che finora i campioni d'Italia abbiano adottato un atteggiamento scanzonato, ma sicuramente la miglior esposizione tecnico-tattica tarda ancora ad arrivare. E, giunti alle battute conclusive di gennaio, le spie iniziano ad accendersi.

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Toccherà proprio al 41enne di Flero spegnerle, lavorando sia sugli aspetti tecnici sia sulla testa. Perché, al netto di qualsiasi discorso legato al campo, all'ombra del Duomo i campioni d'italia sono scesi in campo intimoriti, smarriti, in soggezione dell'avversario. Non c'è stata partita, fine.

Ma un nuovo inizio è rappresentato dalla sfida di questa sera al Mapei Stadium. Appuntamento alle 21, tra i veleni della gara non disputata in campionato e le prospettive di un percorso che, per entrambe le squadre, finora s'è rivelato piuttosto balbettante.

"Il Napoli è una squadra forte, lo sta dimostrando, l'aveva già dimostrato l'anno scorso con l'arrivo di Rino in panchina. Squadra molto tecnica, a cui piace giocare la palla. Ha giocatori bravi e veloci in fase offensiva. Dovremo stare molto attenti da questo punto di vista. Come attaccarla? Abbiamo provato alcune soluzioni. Spero di rivederle in campo. Hanno una difesa che gioca molto di reparto, molto stretta. Dobbiamo essere molto bravi a sfruttarla".

Poi, sempre Pirlo a caricare i suoi:

"Può essere la svolta? La vivo bene. Sono abituato a questo genere di situazioni. Mi dispiace soprattutto per i giocatori, perché magari sono stati tirati in ballo, soprattutto attaccando i giovani che non era il caso di attaccare. Mi sono preso le responsabilità, preferisco attacchiate me e non loro. Fa parte del gioco. Nessun bivio. Si gioca una finale. Le finali si giocano, ma si devono vincere. Siamo qui per questo".

In definitiva, vietato sbagliare. Con un segnale da dare, e da darsi, affinché la seconda parte di stagione non diventi un'altalena di emozioni.

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