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Juventus

Premiato il coraggio di Allegri: promosso a pieni voti il 4-2-3-1 Juventus

15:40 CET 22/01/17
Massimiliano Allegri Juventus coach
La Juventus spedisce nel dimenticatoio la sconfitta di Firenze archiviando agevolmente l'impegno contro la Lazio. Premiate le scelte di Allegri.

L'ha vinta Massimiliano Allegri. Pioggia di critiche dopo la funesta trasferta di Firenze, sistema di gioco massacrato in lungo e in largo. E contro la Lazio, optando per un assetto estremamente propositivo, il tecnico toscano ha palesato grande coraggio. Volto della squadra drasticamente cambiato, dentro tutti gli elementi offensivi, attendendo prossimamente l'esplosione di Marko Pjaca.

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Allo Stadium è andato in scena un 4-2-3-1 spurio, pieno 4-4-2 in fase difensiva, massima disponibilità palesata da tutti gli effettivi. I bianconeri, superando agevolmente una Lazio caratterialmente assai remissiva, dimostrano di avere dalla loro ampi margini di miglioramento. Tutto si può fare, a patto però che l'assetto mentale sia dei più brillanti. Volere è potere, e il mister livornese affrontando la compagine allenata da Simone Inzaghi ha voluto lanciare un grosso segnale all'ambiente.

Impossibile fare a meno di Gonzalo Higuain. Il Pipita ha segnato in tutte le ultime cinque partite di campionato giocate, per un totale di sette centri. L'ultimo giocatore della Juventus a raggiungere quota cinque partite di fila in goal in Serie A era stato un certo David Trezeguet nel 2005.

Per la prima volta in questo campionato, altro dato importante in chiave progettuale, l'ex bomber del Napoli è partito titolare assieme a Mario Mandzukic e Paulo Dybala. Risultati ottimi alla base del discorso, Lazio tramortita dai movimenti senza palla della Vecchia Signora. L'appuntamento con la leggenda, ovvero il sesto scudetto consecutivo, chiama. E i bianconeri, complice la faraonica campagna acquisti estiva, possono solamente rispondere positivamente.

Difficile, a livelli così alti, gestire un gruppo pregno di campioni. Ma in questo fondamentale, ed è la sua storia che spalleggia tale indicazione, Allegri s'è sempre rivelato super. E se le gerarchie regnano sovrane, pensare – all'occorrenza – di osare è cosa buona e giusta.

In Juventus-Lazio non è stato inventato il calcio, ma è stata tracciata una linea netta. Si può, fisiologicamente rischiando qualcosa, applicare un gioco gradevole e offensivo. Madama vanta tra le sue fila diversi elementi che sanno dare magistralmente del “tu” al pallone. Merce rara per le dirette concorrenti.

Nel piano dello sviluppo della manovra alcune cose vanno ancora perfezionate. Il 4-2-3-1 richiede grande abnegazione nelle due fasi e, ancora una volta, protagonista assoluto s'è rivelato Mandzukic, applaudito ripetutamente dal popolo zebrato per il suo spirito guerriero. Il croato sul lato mancino s'è rivelato impressionante, così come Cuadrado – tra alti e bassi – ha domato la corsia d'appartenenza.

Da capire, in vista delle prossime sfide, come Allegri vorrà gestire questa ventata di novità. La prima è andata bene, anzi, benissimo. Attenzione all'importanza, sempre seguendo il nuovo copione tattico, di Claudio Marchisio. Il Principino, padrone delle regia bianconera, può ulteriormente valorizzare sensibilmente i concetti allegriani.