Izzo fa gioire Mazzarri, ricambiando quel famoso paio di scarpe regalate... "Non potevo permettermele"

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Terzo goal in Serie A per Izzo, che per la seconda volta ha segnato all'Inter. Una grande soddisfazione per l'ex Genoa e il suo mentore Mazzarri.

Sembra riduttivo considerarla in questo modo, ma statisticamente e realisticamente non ci si può gire attorno. La vittima preferita di Armando Izzo , tre goal in Serie A, è l'Inter. Un goal nel 2015 a San Siro quando vestiva la maglia del Genoa, un goal oggi con la casacca granata indosso.

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Izzo significa tre punti in Torino-Inter , in una gara tra 3-5-2 vinta da uno dei maestri italiani di tale tattica, ovvero Walter Mazzarri . Un Mazzarri che durante gli anni di Napoli ha cominciato a conoscere il suo attuale difensore granata, aiutandolo in campo. Ma non solo.

Qualche mese fa, infatti, Izzo aveva raccontato a Sportweek la sua difficile storia. Dalla morte del padre alle difficoltà economiche durante l'adolescenza. Nel 2010 conosce Mazzarri, che gli cambierà la vita:

"Insieme ad altri ragazzi della Primavera, conosco Mazzarri al ritiro estivo. Un giorno mi dice: “Il preparatore mi ha detto che non hai corso insieme agli altri. Perché?”. 'Non ho le scarpe da ginnastica'. Lui apre il portafogli e dice a uno dello staff: 'Vagliele a comprare'. Per i suoi giocatori è disposto a morire. Se gli dai quello che vuole, ti fa stare da dio. È una persona umana".

Nel 2018 le strade di Mazzarri e Izzo si sono nuovamente ricongiunte: nonostante l'interessa di diversi club, è stato il Torino a portare tra le proprie fila il difensore di Scampia. Ovviamente grazie al suo sponsor, un mister decisivo nella sua crescita. Quando era essenziale avere una guida:

"Quando ho saputo che anche il mister mi voleva in granata, non ho avuto dubbi. Ho detto al mio procuratore che avrei firmato subito, se avessero avuto intenzioni serie".

Tra l'altro Izzo al Torino ha ritrovato anche Giuseppe Santoro, conosciuto durante gli anni di Napoli. Questo era infatti responsabile del settore giovanili:

"Avevo 12 anni quando mi portò al Napoli. A 15 dissi basta: dovevo lavorare per mantenere la famiglia, il Napoli non mi dava un soldo, non c’era nessuno che mi accompagnasse e riportasse a casa dagli allenamenti. Avevo deciso di smettere col calcio. Fu ancora Santoro a intervenire: mi procurò qualche rimborso spese, mi faceva venire a prendere dai suoi collaboratori per andare al campo…".

Ora tutti e tre esultano all'unisono dopo aver battuto l'Inter.

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