Italia, è l'ora della resa dei conti: in Spagna 4-2-4 per l'impresa

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Ventura ammette: "Un pari sarebbe una sconfitta". E non si copre: Insigne in campo e atteggiamento aperto. "Non ci sono i coccodrilli...".

Tutto o niente. Sì, al termine del girone di qualificazione mancheranno poi altre 4 giornate, ma la situazione dell'Italia è abbastanza chiara: gran parte del destino azzurro si deciderà questa sera, al Bernabeu, contro la fortissima Spagna. Non si scappa.

Se gli azzurri espugneranno il terreno rivale, allora sì avranno grandi possibilità di concludere il raggruppamento al primo posto; altrimenti la seconda piazza, e il conseguente approdo agli spareggi di novembre, saranno un'indesiderata realtà. La differenza reti favorevole agli spagnoli (+18 contro +14) è una sentenza, in questo senso.

Ecco perché Giampiero Ventura sta pensando di giocarsela a viso aperto, senza tatticismi e senza inculcare all'Italia una mentalità difensiva: il 4-2-4 pazientemente impiantato dal tecnico ligure sarà con ogni probabilità confermato anche questa sera (qui la preview della gara), in barba ai pericoli rappresentati da Iniesta e compagnia.

L'infortunio di Giorgio Chiellini, costretto a tornare a casa per un trauma distrattivo al polpaccio, ha dato in questo senso la spinta decisiva per accantonare l'idea del 3-5-2, che a un certo punto pareva addirittura probabile; lo stato di forma di Lorenzo Insigne ha invece convinto il ct a non sacrificare il talento e l'estro di quello che, oggi, è il miglior calciatore italiano.

Insigne Italy Liechteinstein

"Sono entrato al Bernabeu e non ho trovato coccodrilli o serpenti, solo l'erba e due porte...", ha detto ironicamente Ventura. Un modo per esorcizzare il miedo escenico, la paura del palcoscenico, che, poco da fare, la tana del Real Madrid provoca a qualsiasi avversario vi metta piede.

L'Italia vi arriva da sfavorita, così come era sfavorita a Saint-Denis, il 27 giugno di un anno fa: allora, Chiellini e Pellé avevano firmato un'impresa storica, trascinando la nazionale di Antonio Conte ai quarti di finale degli Europei al termine di una prestazione per larghi tratti maiuscola. Sembra una vita fa.

All'andata, allo Juventus Stadium, altra storia: dominio spagnolo per un'ora abbondante, palleggio snervante, Italia rannicchiata nella propria area senza avere la più pallida idea di come uscirvi. Errore di Buffon per il vantaggio di Vitolo, poi la svolta: dentro Belotti e Immobile, da quella serata la coppia titolare dell'attacco azzurro, e pari di De Rossi su rigore.

Facile immaginare che lo scontro diretto del Bernabeu sarà più simile alla sfida torinese che a quella parigina: a condurre il gioco sarà la Spagna padrona di casa, e all'Italia servirà una prova di livello altissimo per far propria l'intera posta in palio. Già, perché "un pareggio sarebbe una sconfitta", come ha ricordato Ventura. Ed è proprio così.

Le probabili formazioni:

SPAGNA (4-1-4-1): De Gea; Carvajal, Ramos, Piqué, Jordi Alba; Busquets; Silva, Koke, Isco, Iniesta; Morata. Ct. Lopetegui.

ITALIA (4-2-4): Buffon; Darmian, Barzagli, Bonucci, Spinazzola; De Rossi, Verratti; Candreva, Belotti, Immobile, Insigne. Ct. Ventura.

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