L'sms di Bernardeschi: "Vorrei fare il trequartista"

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Federico Bernardeschi confida la sua collocazione tattica ideale e spera in un'Italia protagonista: "Sogno di vincere l'Europeo".

Euro 2016 è sempre più vicino e l' Italia , in quel di Coverciano, 'affila le armi' per presentarsi al meglio ai nastri di partenza della competizione continentale.

Tra i 23 di Conte c'è anche Federico Bernardeschi , che in conferenza stampa ha dichiarato: "Sono il più giovane del gruppo, è un grande orgoglio essere qui in mezzo a tanti campioni. Darò il massimo e il mio contributo".

Sulla sua posizione in campo: "Io mi adatto ad ogni ruolo in ogni allenamento e partita, gli schemi li decide il mister. E' il calciatore che deve adattarsi. Tatticamente penso di rendere al top sull'esterno destro, ma in futuro vorrei fare il trequartista. Tecnicamente mi piace giocare col pallone, ma ho anche una buona corsa e vado in profondità".

Il viola è stato una delle sorprese dei convocati: "Era la mia seconda chiamata ed essendo il più giovane era possibile che restassi fuori. Se ha avuto paura un campione come De Rossi, dovevo averla anch'io... Da quando sono stato convocato ho dato sempre il 110%, per fortuna è arrivato questo momento".

L'annata di Bernardeschi è stata super: "Questo Europeo dev'essere un punto di partenza, ho fatto una bella stagione ed è il coronamento di un sogno. Qualsiasi giocatore sogna da bambino di arrivare in Nazionale, giocare un Europeo è una soddisfazione enorme".

Riguardo il torneo, il 10 della Fiorentina ha avvisato: "Non mi accontenterò di essere qui, ognuno deve avere i propri sogni. Bisogna lavorare per raggiungerli, uno di questi è vincere l'Europeo e ce la metteremo tutta".

Poi, spazio agli aneddoti: "Il mio idolo è Shevchenko, non ho un modello ma cerco di prendere spunto da ogni campione. Io con me stesso sono molto critico, penso me l'abbia trasmesso mio padre. Il non volersi accontentare mai".

Sulle grandi sfide azzurre del passato, Bernardeschi ha svelato: "Ricordo ai Mondiali del 2006 quando ci radunammo in piazza, l'emozione più bella è quando riesci a vincere e tutti si abbracciano senza distinzioni di fede".

Sulla 10 a Thiago Motta: "E' più che condiviso, lo merita per quanto fatto in carriera e per la qualità che ha". E sul Corvino 'bis' alla Fiorentina: "Gli faccio un grosso in bocca al lupo, sono molto contento".

L'Italia appare molto duttile: "Credo fortemente nel calcio moderno, un giocatore deve adattarsi alle caratteristiche di una squadra e non viceversa. Ognuno vorrebbe imparare più ruoli in carriera e saperli fare bene, ma poi devi definirti in una posizione ben precisa per dare più qualità. In questo gruppo ogni singolo ha tanto talento, ma la cosa più importante dev'essere amalgamare giovani ed esperti".

Con Buffon il feeling è tangibile: "E' un modello da seguire in ogni cosa che fa, sono di Carrara e lì Gigi è un Dio".

Sui dettami di Conte: "Dice di puntare l'uomo, mentre in fase di non possesso chiede di stare collegato alla squadra. Anche ai calciatori più offensivi".

Chiusura sul poker incassato in Germania nell'amichevole giocata in primavera: "Il loro è un livello di calcio molto alto, ci è mancato trovare il modo per fargli male. Sfigurammo dal punto di vista del risultato, ma sul gioco siamo stati in partita. In campo ci sono sfumature che fuori dal campo non si notano, c'erano tanti esordienti dal 1' mentre loro giocano insieme da molti anni e sono calciatori di caratura mondiale".

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