Inter, Moratti è realista: "Champions? Non ci sono grandi speranze"

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Massimo Moratti a 'Top Calcio' si sbilancia: "Inter in Champions? Non ci sono grandi speranze". Poi su Messi: "Leo qui? Non è facilissimo".

Nel cuore di Massimo Moratti l'Inter occupa sempre un posto di primo piano. L'ex presidente nerazzurro, in un'intervista telefonica a 'Top Calcio', è tornato a parlare della squadra di Pioli, soffermandosi su obiettivi stagionali e suggestioni di calciomercato.

"Inter in Champions? Analiticamente non è facile. Juve a parte, Roma e Napoli hanno dimostrato di essere molto forti anche nei duelli contro di noi. - ha affermato - Non ci sono grandi speranze, ma dopo Barcellona-PSG tutto è possibile".

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Diversamente dalla squadra francese, ai nerazzurri nel 2010 riuscì l'impresa di limitare i danni al Camp Nou: "Noi eravamo in 10 dopo pochi minuti - ha ricordato Moratti - e sotto un certo profilo la partita di ieri mi ha fatto capire quanto eravamo forti. Provai una sofferenza fuori dall'ordinario, ma per noi finì in gioia".

Sul fronte calciomercato, il sogno dei tifosi per il futuro è Lionel Messi, ma Moratti ancora una volta è chiaro: "L'acquisto di Ronaldo non fu difficile perché nessuno si aspettava lo prendessimo e non c'era concorrenza. Per Leo, invece, non è facilissimo. Ieri sera abbiamo visto nuovamente il calciatore fantastico che è".

Sul fronte allenatore, l'a.d. di Saras promuove il lavoro di Pioli: "E' bravissimo, - ha sostenuto - ora deve superare il problema dei big match ma ne avrà a disposizione tanti altri per dimostrarlo. E' molto serio, fa giocare bene la squadra. ConteSimeone al suo posto? Perché rovinare la festa? Cominciamo a raccogliere quanto di bene sta facendo, poi a fine anno si deciderà".

Negli anni della sua presidenza si sono alternati momenti positivi e altri negativi: "Il Triplete fu meraviglioso, - ha detto Moratti - il ricordo più bello, anche se nelle altre stagioni non è che abbiamo avuto cattivi ricordi. Ho vissuto momenti di gioia e dolore, ma quello è stato il premio per la gente e per i tifosi: vederli felici mi rendeva soddisfatto dopo tanti anni".

Fra i momenti più duri c'è stato invece il 5 maggio 2002, quando la Juventus strappo all'Inter lo Scudetto. "La spiegazione è che i nostri erano convinti di avere la partita in tasca dall'inizio e invece così non era. - ha sostenuto Moratti - Gli avversari erano seri e quindi è andata male. E' vero che abbiamo perso il campionato in una partita, ma andammo a rischio nelle precedenti giornate".

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